Esclusiva

9 Maggio 2021
Fashion fluid, la moda senza genere

Il futuro della moda è sempre più proclamato come genderfluid, tutti indossano tutto e non si tratta solo di sneakers o capi street ma di un’innovazione diffusa

Da quando Jaden Smith ha indossato quella gonna ricamata di Louis Vuitton nel 2016, il futuro della moda è sempre più proclamato come genderfluid. Tutti indossano tutto, con naturalezza, e non si tratta solo di sneakers o capi street ma di un’innovazione diffusa.

Questo podcast in pochi minuti racconta il fashionfluid attraverso i marchi e i personaggi che ne hanno segnato la storia. Come ospite Antonella Strocchi, che lavora come sarta prototipista in gruppo dell’alta moda, disegna gli abiti da campionario e per sfilata di alcuni marchi del luxury.

Ascolta “PODCAST_Fashionfluid” su Spreaker.

Quello che chiamiamo “genderfluid” esiste da quando esistono norme e stereotipi di genere da piegare. Quindi da molto prima di Jaden Smith o, per esempio, di Gucci che sempre nel 2016 faceva sfilare Hari Nef sulle passerelle milanesi. Oggi però è sempre più accompagnato da una crescente consapevolezza e sensibilità per le esperienze delle persone transgender e gender non-conforming.

Il genere non è solo questione di stile ma questione di identità. E la moda, che svolge da sempre un importante ruolo sociale, sembra averlo capito, e anche prima di molti altri settori.