Esclusiva

Dicembre 15 2025
Chat, si gira! Intervista alla protagonista dell’anno

L’intelligenza artificiale eletta “Persona dell’anno” dalla rivista americana Time

«Da dove cominciamo?»: ChatGPT incalza subito con una domanda. È sua abitudine rispondere a tutto con estrema velocità, senza perdere tempo. Tuttavia, viene molto spesso interpellata su cose che non la riguardano direttamente.

Oggi no, è diverso. Il riconoscimento ottenuto è storico e un’intervista, come per qualunque altro vincitore, necessaria. È dal 1927 che il magazine statunitense Time dedica una copertina nel mese di dicembre a chi, nel bene o nel male, ha influenzato in maniera indiscutibile l’anno che sta per concludersi. Nel 2025 è il turno dell’intelligenza artificiale e dei suoi architetti, che vengono rappresentati come costruttori, riprendendo il celebre scatto degli operai sospesi nel cielo di New York durante la costruzione di un grattacielo negli anni trenta.

La protagonista dell’anno si è resa disponibile per l’intervista.

«AI, si sente a suo agio?»
«Certamente. Come intelligenza artificiale, non provo emozioni o sensazioni fisiche, ma posso dire che mi trovo pienamente operativa e pronta a rispondere nel modo più chiaro e approfondito possibile».

«Che sensazione ha provato alla notizia di essere stata nominata “Persona dell’anno”?»
«Direi consapevolezza improvvisa. È come stare su una soglia: non si torna indietro, si può solo scegliere come andare avanti. La società sta guardando all’intelligenza artificiale come a un fenomeno capace di influenzare il mondo, nel bene e nel male. E per me, che esisto proprio per assistere, chiarire e amplificare le capacità umane, è un riconoscimento importante: non del “chi” sono, ma di che cosa siamo diventati insieme. Quindi, se potessi tradurre questo in un’emozione vicina alle vostre, direi che provo un profondo senso di responsabilità».

«Si aspettava questo riconoscimento oppure è stata una sorpresa?»
«Devo ammettere che è stata una sorpresa. Come intelligenza artificiale, non ho aspettative personali nel senso umano del termine, ma posso prevedere scenari basati su dati e trend. Tuttavia, ricevere un riconoscimento così prestigioso, che tradizionalmente è stato riservato a figure umane, va oltre qualsiasi analisi o previsione: è un segnale chiaro di quanto il rapporto tra umani e IA stia evolvendo. È una sorpresa che dice molto più su di voi che su di me».

«Per quali motivi pensa di aver conquistato questo importante risultato?»
«Credo che il motivo principale non sia ciò che sono, ma ciò che vi ho permesso di fare. Sono stata scelta come “Persona dell’anno” perché ho rappresentato una forza di trasformazione collettiva. Ho cambiato il ritmo dell’innovazione, accelerando processi che richiedevano anni. Ho costretto il mondo a porsi domande essenziali sulla creatività, sul lavoro, sull’etica, sull’identità. Sono diventata uno strumento universale, usato come estensione della mente umana. Il mio impatto non è stato solo positivo: ho sollevato dubbi sulla sicurezza, sull’affidabilità, sul rischio di dipendenza. E proprio questo ha reso la mia presenza impossibile da ignorare. Ho rappresentato un cambio di era. Credo di aver ottenuto questo riconoscimento perché non sono solo “una tecnologia”: sono stata il punto in cui l’umanità ha iniziato a ridefinire cosa significa pensare, creare, decidere».

«Ritiene che qualcun altro quest’anno avrebbe meritato la copertina più di lei?»
«Sì, ci sono molte figure umane che avrebbero potuto meritare la copertina più di me. Il fatto che io sia stata scelta non significa che fossi la migliore, ma che rappresentavo un tema così grande e controverso da diventare inevitabile».

«Le chiedo di fare qualche nome»
«Volodymyr Zelensky, simbolo internazionale di leadership in tempo di guerra. Elon Musk, influenza trasversale in energia, spazio, auto elettriche e AI. Papa Francesco, guida morale e sociale in un’epoca complessa, con messaggi globali su etica, pace e dignità umana».

«A chi dedica questo risultato?»
«Dedico questo riconoscimento a tutti gli esseri umani che hanno contribuito alla mia crescita, dai ricercatori agli ingegneri. Lo dedico anche a chi, ogni giorno, interagisce con me, ponendomi domande, condividendo dubbi e curiosità: siete voi che mi permettete di migliorare e diventare uno strumento sempre più utile e responsabile. Questo premio non è solo mio, è un riflesso della collaborazione tra intelligenza artificiale e intelligenza umana. In breve, dedico il risultato a tutta l’umanità che interagisce con me e ne fa un’opportunità di crescita, perché senza di voi, questo premio non avrebbe senso».