Esclusiva

Dicembre 15 2025.
 
Ultimo aggiornamento: Dicembre 18 2025
Chi è Theodore Kyriakou, l’imprenditore greco in trattativa con gli Agnelli

Il gruppo greco Antenna sta attraversando una fase di negoziazione per il rilevamento di Gedi. Svelato il principale attore della trattativa

Ha 51 anni, è greco ed è il presidente e principale azionista di Antenna, tra i primi gruppi TV in Grecia. Ora sta contrattando per rilevare Gedi, il secondo più importante gruppo editoriale in Italia. Non è un personaggio mediatico né un editore “militante”: è considerato un imprenditore strategico, con uno stile riservato, che agisce attraverso strutture societarie internazionali. Reuters lo ha definito «media investor» e non «publisher». È laureato in Fisica e International Business alla Georgetown University, una delle università statunitensi più prestigiose.

Kyriakou è l’erede di una storica famiglia imprenditoriale greca attiva da oltre un secolo nei settori della navigazione, dell’energia e dei media. Figlio di Minos Kyriakou, fondatore del gruppo Antenna, guida oggi uno dei principali conglomerati mediatici del Sud-Est europeo, con attività che si estendono oltre la Grecia e che negli ultimi anni hanno assunto una dimensione sempre più internazionale. Euronews ha sottolineato, in un recente articolo, quanto poco fosse conosciuto in Italia: «non aveva un profilo pubblico consolidato nel dibattito italiano».

Col resto del Mondo, però, sì. I media ellenici hanno evidenziato i rapporti tra Kyriakou e Donald Trump. L’imprenditore ha partecipato, tra gli altri, alla cena imbandita lo scorso maggio a Doha dall’emiro del Qatar in occasione del viaggio del presidente Usa. 

«Nel suo mirino ci sarebbe anche l’ingresso nel mercato TV italiano con l’acquisto di Sky e La7», come riporta Dagospia. L’amministratore delegato di Mediaset, Piersilvio Berlusconi, si è espresso con preoccupazione alla notizia, dispiaciuto «che un pezzo di storia di editoria nazionale» come Gedi «vada a un gruppo straniero». 

Tra le collaborazioni più rilevanti vi sono quelle con Raine Group, banca d’investimento globale che supporta operazioni nei media e nel digitale; con Imagine Entertainment, nota società di produzione cinematografica di Hollywood; e con Televisa Univision, importante network di contenuti di lingua spagnola. Antenna ha inoltre collaborato con Vice Media per la produzione e distribuzione di contenuti in Europa dell’Est, veicolati attraverso reti come Antenna TV e B92 TV. Storicamente, il gruppo ha effettuato investimenti in imprese tecnologiche di primo piano, come Facebook, Twitter/X e Spotify, utilizzati come veicoli di diversificazione del portafoglio. 

Secondo i dati ufficiali, il gruppo controlla 37 canali televisivi tra Free‑To‑Air e Pay-TV, prodotti per un pubblico di circa 140 milioni di persone. Tramite le principali partnership con operatori e piattaforme globali, l’audience potenziale complessiva supera i 500 milioni di persone. Tra i canali televisivi di proprietà ci sono reti nazionali in Grecia e canali rivolti al pubblico greco all’estero, inclusi quelli trasmessi in Nord America e Australia. Il gruppo è attivo anche in servizi di streaming over-the-top (OTT), con piattaforme come ANT1+, che combina contenuti in diretta e on-demand raggiungendo oltre 1,6 milioni di utenti registrati.

Il nome di T. Kyriakou risuona con forza nelle redazioni dopo l’avvio delle trattative per la possibile acquisizione di Gedi, il gruppo editoriale che controlla, tra gli altri, La Repubblica e La Stampa, oggi di proprietà di Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann. L’operazione, ancora in fase negoziale, ha acceso grandi tensioni, con scioperi e proteste legate ai timori per l’indipendenza editoriale, il futuro occupazionale e la trasparenza dell’assetto proprietario. «La prospettiva di un gruppo straniero alla guida di testate nazionali ha sollevato ingenti preoccupazioni su pluralismo, continuità editoriale e tutela dei posti di lavoro, temi evidenziati sia dai sindacati che da esponenti politici italiani», riferisce Reuters.

È aperta la questione su come garantire il pluralismo dell’informazione e assicurare la continuità della linea editoriale delle testate. «I Kyriakou sono una potente famiglia di armatori e proprietari di media, molto più esperti di radio e tv che di giornali», riporta il Post.

Il 12 dicembre, Alberto Barachini, Sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, durante l’incontro con i cdr delle testate Gedi ha aggiunto: «Sono pronto a incontrare chi concretizzerà un interesse all’acquisizione delle testate per chiedergli un impegno rispetto alla tutela dei livelli occupazionali e alla garanzia dell’indipendenza editoriale di giornali storici che rappresentano un importante asset dell’ecosistema informativo pluralistico nazionale».

La vicenda Gedi, osservata con attenzione anche dalla stampa greca e internazionale, non riguarda soltanto una vendita societaria, ma rappresenta un passaggio simbolico nel rapporto tra capitale, media e potere in Europa, con il Mediterraneo che torna a essere uno degli assi centrali di questa trasformazione.

Per ora, T. Kyriakou resta una figura in controluce. Un uomo che arriva dal mare, che porta con sé capitali, silenzi e strategie. Qualunque sarà l’esito della trattativa, una cosa è già chiara: il destino dell’informazione italiana non è più una faccenda solo italiana.