Alle otto meno un quarto, i bambini si radunano a gruppi intorno alle panchine nonostante il freddo. Aspettano di entrare a scuola e intanto parlano, scherzano e ridono. Gli alberi sono spogli, così come le fioriere, ma di fronte all’istituto non ci sono macchine parcheggiate in doppia fila con le quattro frecce o clacson che suonano. I bambini arrivano a piedi con le cartelle in spalla o trascinandole con le rotelle sull’asfalto dipinto con motivi geometrici. Siamo su Via Monte Ruggero, nel III Municipio di Roma. L’area di fronte all’ingresso dell’Istituto Comprensivo Maria Montessori è stata chiusa al traffico.
L’intervento si inserisce nel progetto “Strade scolastiche” di Roma Capitale. L’obiettivo è restituire lo spazio vicino alle scuole ai bambini perché possano viverlo, al sicuro dal traffico cittadino e dall’inquinamento che ne deriva. Quella di Via Monte Ruggero è una delle 15 strade scolastiche attive a Roma e il 9 dicembre il Comune ha approvato i progetti per 8 nuove vie. Con questi interventi, l’area di fronte a un istituto viene chiusa al traffico automobilistico in modo permanente o temporaneo, limitando l’ingresso delle macchine solo negli orari di entrata e di uscita dalla scuola. Non si tratta di una misura simbolica, ma di un’iniziativa che può migliorare la qualità della vita dei cittadini, con i bambini al primo posto. Le macchine si fermano, la città rallenta e la strada diventa spazio di aggregazione.
Via Monte Ruggero è la prima strada scolastica “artistica” della Capitale e il primo esempio di urbanismo tattico. Si tratta di un approccio che mira a migliorare la città con interventi creativi ed economici. Per cambiare lo spazio pubblico basta poco: aggiungere fioriere, panchine, alberi e rastrelliere per le biciclette. Sono misure che sembrano di poco conto, ma per i cittadini possono fare la differenza. Di fronte all’Istituto Montessori è stato fatto proprio questo.

Via Monte Ruggero PRIMA 
Via Monte Ruggero DOPO
L’asfalto non più grigio e triste, ma colorato e allegro. L’opera, intitolata “Tappeto volante”, è stata realizzata da Gio Pistone, street artist romana, che ha proposto tre diverse versioni del progetto. Sono stati i cittadini a scegliere il loro preferito. Più di 2mila persone hanno votato questo disegno in un sondaggio online a marzo del 2025. Secondo l’assessore alla mobilità, Eugenio Patanè, con le strade scolastiche, “che tolgono spazio alle auto per restituirlo alle bambine e ai bambini di diversi quartieri di Roma, non solo si rende più sicuro l’accesso alle scuole, ma si migliora anche la qualità della vita e degli spazi urbani”.
Non mancano i critici, come chi sostiene che le chiusure creino ancora più traffico nelle strade circostanti, ma i dati confermano la tesi dell’assessore. A Roma questi interventi sono ancora pochi e recenti, ma i numeri delle città europee sono positivi. Le auto dei genitori che accompagnano i bambini spesso creano il caos di fronte alle scuole: si fermano sui marciapiedi o sulle piste ciclabili, limitano la visuale durante gli attraversamenti e fanno manovre improvvise. Nel mondo, gli incidenti stradali sono la principale causa di morte per bambini e giovani tra i 5 e i 29 anni. Ridurre il numero di macchine davanti alle scuole permette di diminuire il pericolo nel momento più sensibile della giornata.
Ma la sicurezza non è solo una questione di incidenti. Davanti alle scuole spesso si registrano livelli molto alti di inquinamento atmosferico, in particolare di biossido di azoto (NO2) e polveri sottili, prodotti dai gas di scarico delle auto e dall’attrito delle ruote sull’asfalto. I bambini sono una categoria particolarmente vulnerabile: sono più bassi, respirano più velocemente e hanno polmoni e cervello ancora in sviluppo. L’esposizione quotidiana al NO2 può compromettere le funzioni cognitive, influire sulle prestazioni scolastiche e, nel lungo periodo, aumenta il rischio di asma e problemi respiratori cronici.
Allo stesso tempo, la chiusura delle strade di fronte agli istituti incentiva uno stile di vita più attivo e autonomo, oltre che diminuire gli spostamenti in auto. È più probabile che i bambini camminino o pedalino verso scuola da soli o in compagnia di amici. La lamentela che i giovani non vivano più all’aperto è ormai un luogo comune, ma nelle città di oggi la realizzazione di spazi in cui ciò sia possibile non sembra una priorità. In Europa, la maggior parte degli spostamenti copre distanze minime: oltre il 30% sono inferiori a 3 km e il 50% percorre meno di 5 km. Incentivare una mobilità alternativa non solo è un intervento di salute pubblica, ma diminuisce anche le emissioni provocate dalle auto. Secondo uno studio di Transport for London (Tfl), nella capitale del Regno Unito le strade scolastiche hanno portato a una riduzione degli spostamenti in macchina del 18%.
A Roma, Via Monte Ruggero prova a ridefinire le priorità su scala locale. Lo spazio urbano non è organizzato in funzione della velocità o del transito, ma dell’uso quotidiano da parte di chi lo vive e lo abita. In questo senso, le strade scolastiche non sono sufficienti a trasformare del tutto la città, ma rendono visibile una scelta diversa di organizzazione dello spazio pubblico.