A guardarla sembrerebbe di avere davanti una di quelle bambole dalle proporzioni innaturali che nei primi anni 2000 spopolavano tra le adolescenti: lunghi capelli biondi, zigomi pronunciati e trucco pesante. Un fisico a clessidra, che incarna la tendenza del momento e che impazza sui social: vita strettissima e fianchi pronunciati.
Adea, una giovane creator da quasi due milioni di follower, è diventata protagonista di numerosi dibattiti su Tik Tok dopo aver dichiarato di essersi sottoposta ad un intervento di rimozione delle costole per avere la vita più sottile.
Il caso nasce da un video da oltre 12 milioni di visualizzazioni pubblicato sul suo profilo, in cui scuotendo un sacchetto trasparente con indosso un corpetto che le stringe la vita strettissima, esordisce dicendo: “facciamo un po’ di brodo di ossa con le mie costole” e si mostra mentre beve da un bicchiere.
Si tratta dell’ennesimo clickbait pensato per spingere gli utenti a guardare il video fino alla fine per ottenere visualizzazioni.Negli oltre diecimila commenti al post numerose sono le critiche dei suoi seguaci che si dividono tra chi è incredulo ma crede al folle gesto, e chi è convinto che si tratti di un filtro, un gioco provocatorio messo in atto per ottenere visualizzazioni, ma anche chi chiede maggiori delucidazioni sull’intervento.
Tra pose, filtri ed editing Adea non è nuova alle provocazioni, ma il suo video ha riacceso nuovamente il dibattito sulle responsabilità di piattaforme, come Tik Tok, spesso accusate di promuovere pratiche chirurgiche estreme spingendo gli utenti più vulnerabili a scelte estremamente pericolose per la salute.
Da mesi la piattaforma è invasa da hashtag virali e testimonianze sospette sulla “rib removal surgery”, un intervento di rimozione delle costole per ridurre al minimo la circonferenza vita ed ottenere la cosiddetta “barbie waist”.
Una tendenza che riporta alla luce un’antica moda dell’Ottocento, quando si indossavano strettissimi corsetti per assottigliare il punto vita, ma che rischia di normalizzare una pratica medica estremamente invasiva trasformandola in un un’illusione desiderabile.
I professionisti del settore chiedono a gran voce che gli utenti si informino adeguatamente prima di effettuare interventi di tale portata, senza farsi trarre in inganno dalle tendenze del momento e preservando la salute prima dell’estetica.
A sottolineare i gravi rischi in cui si può incorrere è stato anche il dottor Erik Geiger, chirurgo plastico operante a Roma, che in un’intervista al TG1 ha spiegato: «L’intervento consiste nella rimozione o nel rimodellamento dell’undicesima e della dodicesima costola, ma comporta potenziali rischi sia a breve che a lungo termine, soprattutto a livello respiratorio e viscerale. Ho ricevuto richieste di questo tipo, ma ho sempre cercato di non assecondarle: si tratta di interventi irreversibili, dai quali non si può tornare indietro».
L’effetto mediatico di video virali, come quello di Adea, in grado di ottenere milioni di visualizzazioni con pochi click, impongono una riflessione sull’ideale di bellezza veicolata dai social network, fatta di corpi irreali e poco autentici, al limite tra realtà e finzione.