Il telefono squilla, la vittima risponde. Dall’altra parte della cornetta, una voce che si presenta come poliziotto o carabiniere la informa che suo figlio o suo nipote è stato arrestato. Subito dopo arriva la richiesta di una cauzione per “risolvere” il problema. Una truffa ormai poco originale, eppure ancora efficace. La probabilità di successo aumenta soprattutto quando nel mirino finiscono gli anziani, spesso soli, più vulnerabili e quindi più inclini a consegnare frettolosamente contanti o gioielli nascosti nei cassetti.
«Mi ha chiamato dicendo di essere mio nipote. La voce era agitata, ma mi sembrava la sua. Mi diceva di avere bisogno di soldi per un computer molto costoso, che me li avrebbe restituiti. Mi ha chiesto di andare a prendere i contanti e di contarli mentre restavamo al telefono», racconta una delle vittime, a distanza di tempo ancora scossa. «Ho preparato i soldi, ma all’ultimo ho avuto un dubbio e ho chiamato mio figlio. È stato lui a dirmi che non era possibile. Solo allora ho capito che stavo per essere truffata».
Secondo i dati del Dipartimento della pubblica sicurezza – Direzione centrale della polizia criminale del Ministero dell’Interno in Italia il numero delle vittime di truffa ha registrato un costante aumento tra il 2015 e il 2023. Nel 2024 un’improvvisa flessione, che non riguarda però gli over 65 (+ 5.782 casi), la fascia in assoluto più colpita.
Per contrastare questa tendenza, dal 30 novembre la Polizia di Stato di Terni è in prima linea con una campagna informativa rivolta in particolare agli anziani, partendo dal presupposto che la prima forma di difesa contro le truffe sia la conoscenza dei meccanismi con cui vengono messe in atto. Chiese, centri anziani e luoghi di aggregazione sono stati scelti come punti strategici per gli incontri, con l’obiettivo di raggiungere il maggior numero possibile di persone e intercettare le fasce più esposte. Anche la Polizia Postale contribuisce alla sensibilizzazione, distribuendo materiale informativo all’esterno degli uffici postali su truffe online, falsi operatori e comunicazioni digitali fraudolente.
Gli uomini in divisa hanno già incontrato i cittadini al Duomo di Terni, al termine della messa domenicale e nella sala polivalente del Cesvol, il Centro Servizi per il Volontariato. L’ultimo appuntamento, sabato 13 dicembre, si è svolto nella sala parrocchiale della Chiesa di Santa Maria Regina. Davanti a un numeroso pubblico, due agenti della Polizia hanno illustrato le tecniche più ricorrenti utilizzate dai truffatori, fornendo buone pratiche e consigli concreti per prevenirle. È stato spiegato che spesso dietro questi raggiri si nascondono vere e proprie organizzazioni criminali, con postazioni operative distribuite in diverse città. I gruppi attivi nel centro Italia, ad esempio, si avvalgono perlopiù di call center situati nelle Marche e di mandanti che operano in varie località.
Il consiglio della Polizia è semplice ma fondamentale: mantenere la calma di fronte a telefonate o messaggi sospetti e contattare immediatamente il numero unico di emergenza (112). Per quanto riguarda gli SMS che segnalano prelievi bancari mai effettuati, è essenziale non cliccare su alcun link e verificare direttamente con la propria banca la situazione del conto.
Gli agenti hanno risposto alle domande dei cittadini e ascoltato con attenzione le loro esperienze. L’entusiasmo e la gratitudine del pubblico erano evidenti: «È stato un bel regalo natalizio. La platea era vasta, ma l’età media alta: anche i giovani, però, possono essere vittime di queste truffe», commenta una delle partecipanti al termine dell’incontro.
Fortemente voluta dal Questore della Provincia di Terni Michele Abenante, l’iniziativa proseguirà con nuovi appuntamenti sul territorio e in provincia, per rafforzare un’azione di dialogo, prossimità e protezione delle fasce più vulnerabili della popolazione.
