Esclusiva

Dicembre 19 2025
Quando gli hipster crescono: cosa racconta il ritorno de i cani

Il nuovo tour della band racconta le contraddizioni di una generazione, il rapporto con la normalità e la maturazione individuale

Sono di nuovo tra noi e non sono più adolescenti, sono diventati adulti. Gli hipster sono tornati insieme al nuovo album de i cani, la band del cantautore romano Niccolò Contessa. Non è soltanto una notizia musicale: è un fatto generazionale per chi ha superato la post-adolescenza e sta abbandonando l’esigenza di essere alternativo per convivere con l’ordinario.

Ad aprile 2025 Contessa ricompare all’improvviso con Post Mortem, a nove anni di distanza dall’ultimo disco. Nessun annuncio e nessun comunicato, nemmeno una dichiarazione né un’intervista. Il cantautore non esiste più online, non è su Facebook né su Instagram e l’album esce nel silenzio. Arriva sulle piattaforme di streaming musicale e il pubblico lo ascolta. Pochi giorni dopo la storica etichetta 42 Records annuncia un tour per novembre e dicembre del 2025. Tutte le date vanno sold out. Il pubblico non è scomparso, è cresciuto.

Quando gli hipster crescono: cosa racconta il ritorno de i cani

Quando i cani esordiscono all’inizio degli anni Dieci, raccontano una Roma benestante e annoiata, le aspirazioni artistiche e le nuove identità digitali. Facebook e WhatsApp sono i primi social network a diventare elementi quotidiani e questo immaginario si mescola alla cultura. David Foster Wallace, autore delle 1100 pagine del romanzo postmoderno Infinite Jest e Wes Anderson, cineasta dalle inquadrature frontali e dalle simmetrie rigorose sono i primi riferimenti. Non è solo musica, è un modo di stare al mondo, ironico e fragile, che parla a una generazione affacciata per la prima volta oltre l’adolescenza.

Quelle sonorità e quei temi hanno dato vita alla stagione musicale poi etichettata come itpop. La promessa era di essere «diversi, creativi, speciali, tutto tranne normali», per usare una formula della band, trovando una felicità riconoscibile e originale. Questo sembrava possibile ma nel tempo quella promessa è cambiata, si è logorata. Il lavoro, le relazioni stabili, le aspettative sociali hanno preso il posto dell’eccezione. Post Mortem racconta esattamente questa transizione. I riferimenti culturali cambiano: non più l’estetica pop ma scrittori come Thomas Mann e Franz Kafka e il cinema di Andrej Tarkovskij. I temi sono il conformismo, il moralismo, la rinuncia progressiva all’identità. Le canzoni abbandonano la cantabilità delle fasi precedenti per concentrarsi su un racconto più chiuso, intimo, a tratti ermetico.

Quando gli hipster crescono: cosa racconta il ritorno de i cani

I cani hanno smesso di parlare di sogni e di futuro e hanno iniziato ad analizzare il presente. Mettono in scena ciò che spesso resta fuori dal racconto pop: l’età adulta come spazio di compromessi, silenzi e rinunce. Non è un ritorno trionfale. È qualcosa di più raro: un ritorno sottotraccia con un racconto da offrire. Contessa non riattiva la nostalgia. Funziona perché offre una rappresentazione rara dell’età adulta nella musica italiana. Non c’è la celebrazione del successo né il mito della crescita. C’è piuttosto la presa d’atto di una normalità che non coincide con la felicità promessa, ma nemmeno con il fallimento. I concerti sono gremiti ma la band non è quella del passato. Il linguaggio è nuovo, il pubblico e l’artista sono cresciuti lontani ma con lo stesso ritmo e si sono ritrovati come se non si fossero mai lasciati.