Martino ha 34 anni e vive a Milano da sei, dove lavora come insegnante precario di inglese. Quest’anno, per la prima volta, ha rischiato di non passare le feste a Martina Franca, la città in cui è nato e cresciuto, perché i biglietti costavano troppo. Ci è riuscito comunque grazie alla “corriera di Natale”, un pullman speciale che domenica 21 dicembre ha accompagnato nel capoluogo lombardo i parenti e gli amici di chi non riuscirà a passare le feste in famiglia ed è tornato indietro il giorno dopo con a bordo 50 pugliesi fuorisede.
Una soluzione di “Inchiostro di Puglia”, community online che aggrega oltre 70 mila iscritti tra Facebook e Instagram e che richiama gli anni della grande emigrazione pugliese nel capoluogo lombardo, quando le officine e le mescite affollate sarebbero poi state rese celebri da Giorgio Gaber come “Trani a Go Go”. Un ambiente che ha contribuito a forgiare anche un immaginario comico, come la popolare macchietta del “terrunciello” interpretata da Giorgio Porcaro e Diego Abatantuono. Donne e uomini facevano allora la spola tra Nord e Sud, affrontando viaggi lunghi e faticosi.
«Oggi – sostiene Mirko De Fiori, uno dei fondatori di “Inchiostro di Puglia” – è ugualmente difficile programmare spostamenti sotto le feste». Ne è nata una collaborazione con aziende pugliesi come il Consorzio Cotrap, che riunisce 70 imprese del trasporto su gomma, Sita Sud, una delle maggiori ditte consorziate, e la fabbrica di cioccolato Dulciar. «È bastato mandargli un messaggio, hanno accettato subito».
Il punto di partenza e di arrivo è stato Noci, una cittadina in provincia di Bari. Al ritorno, martedì 23 dicembre intorno alle 11, i fuorisede hanno trovato un banchetto e alcuni di loro hanno partecipato a una visita guidata dell’azienda cioccolatiera. Ognuno racconta storie di famiglia e in molti guardano con nostalgia alla propria terra. È il caso di Fabiola, 25 anni, di Trani, insegnante di spagnolo a Busto Arsizio: «La Puglia mi manca, non vedo l’ora di rientrare». Aspirazioni che, però, spesso si scontrano con le prospettive professionali. Antonio ha 24 anni, è originario di Monopoli e vive a Lugano: «Anche se la situazione non è semplice neppure altrove, nel mio settore, l’informatica, sarebbe complicato trovare un lavoro adeguato in Puglia».
A bordo, in entrambi i viaggi, c’era anche il creator Ruben Orlandi, che ha fatto compagnia ai passeggeri e ha documentato tutto con umorismo sugli account social di “Inchiostro di Puglia”. «Quando ci siamo incontrati a Milano eravamo tutti un po’ diffidenti. Dopo dieci minuti, amici per la pelle».
Una trovata utile a sottolineare con maggiore forza il dramma del caro biglietti per i fuorisede meridionali. Come emerge da un report dell’associazione di consumatori Assoutenti, pubblicato a fine novembre, per volare da Nord a Sud i voli non costano mai meno di 400 euro, ma in alcuni casi possono superare anche la soglia degli 800. Piuttosto che un volo diretto da Milano a Bari, nel 2025 per festeggiare il Natale in Puglia sarebbe meno costoso uno scalo a Budapest o a Varsavia. Col treno è spesso inutile anche solo tentare. Secondo alcuni passeggeri, è impossibile trovare un posto a meno di 150 euro.
Le richieste per partecipare alla “corriera di Natale” sono state poco meno di 500. «All’andata per Milano erano meno, soprattutto genitori, ma al ritorno tantissime», spiega De Fiori. E l’aiuto non è stato solo simbolico: «Abbiamo letto e selezionato tante storie di vera necessità. Quando li abbiamo chiamati erano commossi». «Ma non tutte le storie ci hanno fatto piangere, alcune ci hanno fatto anche ridere», aggiunge Orlandi. Nella candidatura qualcuno ha scritto: “Aiutatemi, non ho una lira”. «Lo abbiamo subito preso».