Olga Tokaeczuk
Empusium. Una storia di natura e orrore
Bompiani, 2025
A metà strada tra l’horror e il romanzo psicologico, Empusium scava sotto la superficie del terrore per affrontare le ombre più profonde della mente e della società. Tra folklore e filosofia, Tokarczuk smonta la misoginia e i confini soffocanti dello sguardo patriarcale, offrendo una lettura potente per chi, anche nella paura, sceglie di credere in sé.
Una scelta perfetta per lettori che, anche a Natale, non rinunciano a romanzi horror e atmosferici, lenti e densi, in cui natura e soprannaturale si intrecciano per scardinare i miti della mascolinità e la misoginia.

Dejan Atanacković
Lusitania
Bottega Errante Edizioni, 2025
Un’utopia anomala: un microcosmo ideale nato nel cuore del manicomio di Guberevac, dove, nel mezzo della guerra, medici e pazienti vivono in armonia, uguaglianza e solidarietà. L’asilo per malati di mente diventa rifugio contro la devastazione prodotta dalla stupidità, vera antagonista della ragione.
Libro consigliato ai lettori che, come tanti di noi oggi, «resistono in un tempo dominato dalla stupidità, dalla violenza, dalla stupida violenza e dalla violenza della stupidità». Una lettura che ci fa ragionare sull’idea che ragione e follia non siano due circostanze opposte, ma che sia alla ragione che alla follia si contrappone la stupidità umana, spesso esaltata e legittimata.

John Fosse
Vaim
La nave di Teseo, 2025
Un incontro improvviso riapre il passato: Eline torna con una valigia e una scelta irrevocabile. Un viaggio intimo tra desiderio, memoria e ciò che avrebbe potuto essere. Con questo romanzo, Jon Fosse torna a interrogare la condizione umana dopo il Premio Nobel per la Letteratura 2023, proseguendo la sua esplorazione degli incontri che plasmano le nostre vite e della tensione quotidiana tra ciò che accade e ciò che desideriamo.
Consigliato a chi ama l’essenzialità del linguaggio: nulla viene detto fino in fondo, ma tutto vibra di un’intensità trattenuta. L’autore sembra ascoltare ciò che il mare gli restituisce e lo racconta attraverso un flusso di coscienza ininterrotto, senza punti fermi.

Kate Zambreno
Eroine
Edizioni nottetempo, 2025
Nel 2009 Kate Zambreno apre il blog Frances Farmer Is My Sister, da cui nasce Eroine, un progetto che indaga le figure delle scrittrici marginalizzate dal canone modernista. Attraverso ritratti di “mogli pazze” ridotte a muse e patologizzate, Zambreno costruisce una comunità di donne che si ribellano alla cancellazione e al silenzio imposto.
Adatto a chi vuole recuperare la memoria storica e letteraria di donne schiacciate da un destino imposto, che rinunciano alle loro inclinazioni artistiche facendole sopravvivere nei ritagli di pagine di diario. Tra i nomi compaiono Zelda Fitzgerald e Vivien(ne) Haigh-Wood Eliot, eroine cardine del progetto insieme a Virginia Woolf, Anaïs Nin, Sylvia Plath e Jean Rhys.

Honor Levy
Il mio primo libro
Mercurio books, 2025
Una raccolta di racconti sulla Generazione Z dalla Generazione Z. Levy fotografa vite sospese tra scroll infiniti, ansia da futuro e un presente che spesso sembra privo di senso. Con uno sguardo insieme ironico e spietato, ritrae giovani e giovanissimi saturi di tecnologia, ma affamati di significato. È come ritrovare il Superwoobinda di Aldo Nove quasi trent’anni dopo, solo aggiornato all’era degli smartphone e portato all’ennesima potenza.
Un consiglio di lettura per chi vive la Gen Z da dentro, ma anche per chi vuole conoscerla meglio; a chi si sente o si è sentito cronicamente online e a chi condivide ansie, linguaggi e paradossi di coloro che sono cresciuti fra meme, doomscrolling e precarietà esistenziale.

Sophie Gilbert
Girl on Girl. How Pop Culture Turned a Generation of Women
Against Themselves
Penguin Press, 2025
Un bonus dalla redazione per coloro che leggono in inglese.
Per chi vuole sporcarsi le mani con i resti dell’America Y2K e capire come siamo arrivate dalle Spice Girls alle trad wives di TikTok, Gilbert si domanda dove si sia arenato il femminismo, sostituito oggi dal movimento antifemminista, e dalle girlypop che dicono ai loro fan di TikTok che nessuno ama le donne quanto Donald Trump. Ne nasce un testo duro ma necessario, che oscilla tra la dolcezza del ricordo di un’America ormai tramontata, e l’amaro della presa di coscienza dei suoi meccanismi tossici di rappresentazione femminile.
Una lettura perfetta per chi ascoltando le Spice Girls, Britney Spears o Jessica Simpson, sfogliando le pagine di un Cioè o guardando le sfilate degli angeli di Victoria’s Secrets ha sentito che il proprio corpo non andava mai abbastanza bene.