Esclusiva

Dicembre 24 2025.
 
Ultimo aggiornamento: Gennaio 2 2026
Profumi di arancia e canti antichi: le Novene siciliane

Per Natale le icone votive vengono addobbate al suono di canti popolari e preghiere

L’aroma delle foglie d’arancia intrecciate all’alloro appena raccolto profuma i vicoli delle città siciliane. I volti della Sacra Famiglia sono illuminati dal rosso delle melagrane alternato al giallo dei mandarini che incorniciano le nuvene. È Natale.

Le novene nella tradizione siciliana sono quadri raffiguranti Maria, Giuseppe e Gesù Bambino, addobbati con ghirlande di frutta durante il periodo natalizio. Le edicole votive sono al centro dell’attenzione di fedeli di tutte le età, di zampognari e coristi in adorazione al suono di canti popolari in dialetto siciliano.

Profumi di arancia e canti antichi: le Novene siciliane
Novena Fam. Miraglia Chiesa S. Pietro a Caltanissetta

Oltre al momento di preghiera, che avviene la mattina e all’imbrunire, si unisce l’atto creativo: l’allestimento della ‘cona (icona). Con prodotti della stagione, provenienti dalle terre vicine dei contadini o dei fedeli, vengono addobbate le edicole: pendono corone d’alloro, festoni di frutta composti da mele, arance, mandarini, nespole d’inverno, fichi d’India e mele cotogne, ma anche frutta secca come noci o spezie, dalla noce moscata ai chiodi di garofano. Un vero tripudio di colori e fragranze.

Quest’uso affonda le radici ai tempi della dominazione romana (254 a.C. – 410 d.C.), quando per chiedere la protezione della casa e della famiglia, si rivolgevano preghiere davanti a tempietti, altari domestici o raffigurazioni sacre. Tuttavia, con l’avvento del cristianesimo, i simboli iconografici hanno mutato i loro caratteri, ma non la loro funzione.

La celebrazione della Novena del Santo Natale, – i nove giorni che precedono la venuta al mondo di Gesù Bambino, hanno inizio il 16 e terminano il 24 dicembre.  

A Caltanissetta, città del centro della Sicilia, è così da sempre. Una tradizione che risale al 1700, tramandata oralmente dai cantori che, accompagnati dal suono della ciramedda (cornamusa), dal circhietto (cerchietto) e dal friscalettu (fischietto di canna), risuona nei vicoli della città. Ad unirsi al canto e alle preghiere erano fedeli abitanti dello stesso rione o gruppi di persone appartenenti alla stessa maestranza o mestiere. In passato, la qualità artistica e devozionale dipendeva dalla diversità dei ceti dei singoli quartieri.

Profumi di arancia e canti antichi: le Novene siciliane
Novena Chiesa Sacro Cuore di Caltanissetta

«I testi dei canti sono poesia pura. L’angelo Gabriele che resta abbagliato dalla bellezza di Maria, tanto da confondersi e scordarsi addirittura del paradiso. La ricerca di un alloggio che si fa attesa e rifiuto. Una stalla al freddo e al gelo. Una malinconia antica, che accompagna la nascita» – spiega Francesco Daniele Miceli, registra del teatro stabile nisseno.

Oggi, sono sempre meno le Novene che godono di omaggi così sontuosi, ma è viva la tradizione che riguarda l’allestimento e la preghiera seguita dal canto. Alcune icone più fortunate hanno anche l’accompagnamento della zampogna, gonfiata da bocche esperte che hanno imparato il mestiere dai propri nonni.

«Simu junti a ‘sta nuvena» recita un famoso canto popolare siciliano, versi che risuonano per le strade e nelle parrocchie. Ecco, il nonno che apporta l’ultimo ritocco, sistema un mandarino poco allineato, la nonna che sgrana il rosario attorno ad un clamore di bimbi festosi. Tutti si tengono per mano e cantano note dal sapore antico. Questa l’atmosfera che si respirava fino a qualche decennio fa.

Profumi di arancia e canti antichi: le Novene siciliane
Novena in C.so Vittorio Emanuele a Caltanissetta

Nel 2025, quasi ’26, la frenesia della quotidianità non lascia spazio a momenti di raccoglimento come quello della novena. Non c’è più tempo per allestimenti e canti popolari, ma Jingle Bell Rock e All I want for Christmas prendono il sopravvento.

I giorni che precedono il Natale, però, continuano ad essere un appuntamento tanto atteso dai siciliani di tutte le generazioni, proprio perché vivendo la tradizione attraverso simboli come le novene, si riflette ancora su una storia che porta il peso del mondo.