Esclusiva

Dicembre 24 2025
«Solo amore»: la cena di Natale alla mensa Caritas

«È solo amore se amore sai dare, puoi non ascoltare ma non puoi cancellare». Alla Caritas di Roma, anche questa Vigilia, il Natale non si è cancellato. Anzi

Pietro, scappando dalle persecuzioni di Nerone, incontra Gesù e gli chiede: «Quo vadis?». Probabilmente non stava andando verso Termini, ma sarebbe contento di vedere come viene festeggiata la sua nascita nel 2025, in via Marsala, a pochi passi dalla stazione di Roma. A chi gli chiedeva «Che dobbiamo fare?» (Vangelo di Luca 3,10-14) Gesù rispondeva: «Chi ha due tuniche ne faccia parte a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto».

«Per chi è in sala occupatevi di sparecchiare, vedere se manca dell’acqua e soprattutto provare a scambiare due parole con chi usufruisce del servizio», spiega Anthony, responsabile della mensa. «Alcuni avranno un ricordo amaro di questa giornata, ripensando a quando la passavano in una condizione migliore; per altri è un momento di gioia. Fate un tentativo: non guasta mai». 

«Solo amore»: la cena di Natale alla mensa Caritas

Molti volontari sono alla prima esperienza. Si muovono con discrezione, cercando di disturbare il meno possibile e, allo stesso tempo, di rendersi utili. C’è chi ha più padronanza, come Andrea: «Vengo qui da anni con mia madre. Da quando i miei genitori si sono separati passo la Vigilia con lei e il Natale con papà. Mi racconta com’erano le cose quando ha iniziato, quasi vent’anni fa: prima venivano soprattutto i senzatetto; oggi ci sono tante persone che lavorano e non riescono comunque ad andare avanti». 

Accanto a panettoni e pandori, un grande albero di Natale domina la sala; è decorato dai pensieri di chi lavora qui ogni giorno. Sulla parete opposta, chi vuole lascia un biglietto, una riflessione, un augurio. Dalle 17.30 alle 19.45 le porte restano aperte: si entra a piccoli gruppi, accolti da volontari e operatori con cappelli da Babbo Natale o da renna. Per accedere al servizio si passa dal centro d’ascolto: ricevuto un permesso temporaneo, si ritira il tagliando per il pasto. Non tutti ce l’hanno; gli operatori seguono le procedure una a una, mentre gestiscono la fila e la sala, armati di pazienza e di una capacità organizzativa che tiene insieme cura e ordine, anche nella sera più affollata dell’anno.

«Solo amore»: la cena di Natale alla mensa Caritas

«Qui è come stare in famiglia», dice Zena (nome di fantasia), arrivata dall’Etiopia. A pranzo era alla sede di Colle Oppio; la sera è qui. Saluta gli operatori come parenti che non si vedono solo a Natale, ma ogni giorno. Racconta della famiglia, che non vede da un po’, e dei viaggi che l’hanno portata lontano. «A Roma mi sento più a casa che altrove. Avrei voluto vedere mio figlio stasera, spero che pensi a me come io sto facendo con lui ora. Comunque questo Natale non è male: la pasta con il pesce mi è piaciuta molto».

Insieme alla Caritas operano diverse cooperative, che traducono in lavoro concreto l’intuizione pastorale lasciata in eredità da Don Luigi di Liegro: non limitarsi all’assistenza, ma restituire dignità, diritti, possibilità. Il presidio umano offre servizi lungo tutta la via che costeggia la stazione: dall’ostello al servizio sanitario, fino alla mensa di via Marsala. Tutte le sedi restano aperte 365 giorni l’anno, 24 ore su 24, accogliendo, sulle tante sedie colorate,  chiunque ne abbia bisogno. Come un albero di Natale iniziato l’8 dicembre e cresciuto giorno dopo giorno.

«Non so bene che orientamento politico ho, ma sono convinto che ognuno debba avere il diritto di sedersi a tavola, mangiare e ricordarsi dei sapori di quando era bambino. Io penso sempre a mia nonna quando sono qui». Alla fine, questa cena ha il sapore di casa. Lo dice anche Renato (nome di fantasia), una volta guardia giurata. 

Nel 2024 la rete Caritas ha supportato 277.775 persone, un numero in crescita. Il Terzo Report Statistico Nazionale Caritas 2025 fotografa una povertà ormai strutturale: quasi una persona su dieci vive in povertà assoluta; oltre il 20% di chi lavora non riesce a vivere dignitosamente con il proprio stipendio. 

«Solo amore»: la cena di Natale alla mensa Caritas

A fine servizio, c’è la tombola dedicata al gruppo ristretto degli operatori e a chi vive nell’ostello. Tutte le tradizioni sono state rispettate. Come canta il gruppo romano Colle Der Fomento: «È solo amore se amore sai dare, puoi non ascoltare ma non puoi cancellare». Alla Caritas di Roma, anche questa Vigilia, il Natale non si è cancellato. Anzi.