Esclusiva

Dicembre 28 2025
Verso Betlemme: a Sutri torna il Presepe vivente

Un evento che accompagna i visitatori fino alla grotta della Natività

Colline, clima mite e pietra scavata dal tempo. Come Betlemme, anche Sutri sorge su un’altura, in una terra di passaggio segnata dalla storia e dalla fede: luoghi lontani, ma accomunati da un paesaggio che da millenni accoglie uomini, eserciti e racconti sacri.

È lungo la Necropoli monumentale del comune della Tuscia, nei pressi dell’anfiteatro romano, che prende vita il racconto del Presepe Vivente: un evento gratuito che accompagna i visitatori tra pecore e pastori, lavandaie e fabbri, fino alla grotta della Natività. All’ingresso, ad accoglierli, Damien, legionario romano che ci racconta cosa significa questo evento per la comunità: 

«Sutri a questa festività ci tiene molto. Viene portata avanti con gioia ogni anno. Sarebbe uno spreco non approfittare di un paesaggio del genere», racconta proprio Damien, che apre simbolicamente il percorso nei panni di una delle figure più emblematiche della storia del luogo.

Verso Betlemme: a Sutri torna il Presepe vivente

E infatti la Pro Loco di Sutri, ente organizzatore dell’evento, ha sfruttato ogni centimetro del Parco Archeologico per costruire un racconto il più possibile autentico, senza rinunciare a soluzioni contemporanee. Nella parte successiva al Mitreo, antico luogo di culto romano dedicato al dio Mitra, ricavato nella roccia e successivamente trasformato in spazio cristiano, una coreografia di luci e suoni accompagna i visitatori nel racconto del Natale. L’intervento tecnico e creativo è curato da Simone Calcagni, artista digitale di Sutri specializzato nel video-mapping, che attraverso l’impianto audio e le scenografie luminose guida il pubblico lungo una narrazione immersiva e suggestiva, grazie alla voce dell’attore Manuele Pica. 

Al Presepe vivente partecipano tra i cinquanta e i settanta figuranti, ognuno con un ruolo preciso: c’è chi presidia il banco della carne o del pesce, chi impasta il pane, chi percorre il tracciato a cavallo, quasi a proteggere il passaggio dei visitatori. Il vin brulé e le fiaccole aiutano a smorzare il freddo, così come il calore umano di chi lavora ogni giorno per dare vita a questa atmosfera sospesa. Tra loro c’è anche la signora Hermana, che all’interno di una chiesa appartenente all’Ordine dei Cavalieri di Malta veste i figuranti con toghe e mantelle realizzate interamente a mano.

Verso Betlemme: a Sutri torna il Presepe vivente

La Pro Loco ha rinnovato la propria guida lo scorso febbraio, eleggendo presidente Roberto Taschini, da sempre impegnato nella vita culturale del paese e attivo anche come vicepresidente dell’A.S.D. Calcio Sutri.

«Per noi è fondamentale costruire un racconto il più possibile autentico. Iniziamo il 26 dicembre e concluderemo il 6 gennaio con l’arrivo dei Re Magi, che scenderanno dalla città antica per portare i doni nella grotta della Natività. Nel Viterbese credo non esistano esempi simili: spesso ci si limita alla scena finale, mentre qui vogliamo raccontare l’intero percorso, rendendo l’evento davvero corale».

Un progetto di questo tipo richiede un grande dispiego di energie, sia umane che economiche. Il vicesindaco di Sutri, Alessio Vettori, sottolinea l’impegno del Comune nell’accesso anche a fondi regionali, per garantire alla Pro Loco tutte le risorse necessarie. Su questo punto Taschini aggiunge:

«Nel consiglio siamo in otto, ma attorno a noi ruotano molte persone che scelgono di dare una mano. Ci occupiamo di tutto: dall’allestimento del percorso alla rete elettrica, dall’accoglienza alla gestione del pubblico. E mentre questo evento è ancora in corso, già pensiamo a Sant’Antonio, al Carnevale e alle iniziative future. Non è semplice, ma è estremamente gratificante, soprattutto quando vedi lo stupore negli occhi dei visitatori».

Un sentimento condiviso anche dal pubblico. Molti tornano anno dopo anno, altri scoprono Sutri per la prima volta, talvolta persino l’Italia, come Jack, arrivato da Montreal: «It’s really lovely, a lot of things to see, and it’s a beautiful place (È delizioso, ci sono un sacco di cose da vedere, è davvero un bel posto ndr)». Martina aggiunge: «Questa tradizione mi fa davvero piacere: ogni anno si percepisce un miglioramento».

A poco più di cinquanta chilometri da Roma, centinaia di persone e famiglie hanno scelto di trascorrere la giornata di Santo Stefano a Sutri: chi attratto dalla cornice suggestiva del Parco Archeologico, attraversato nei secoli anche da figure come Carlo Magno, chi spinto dal desiderio di ritrovare un’esperienza già vissuta negli anni precedenti. Un luogo che oggi, grazie all’impegno costante del Comune, della Pro Loco e di diverse associazioni riesce ancora a trasformare il patrimonio storico in un’occasione di incontro, memoria e partecipazione collettiva.