Esclusiva

Dicembre 30 2025
Crisi di sanità a Isernia
Il sindaco dorme in tenda

Carenza di personale, reparti ridotti e turni doppi: Piero Castrataro ha trascorso giorni davanti all’ospedale

La mattina del 26 dicembre, davanti all’ingresso dell’ospedale “Veneziale” di Isernia, una tenda piantata sul marciapiede, a pochi metri dalle porte scorrevoli del pronto soccorso, diventa il simbolo della crisi della sanità molisana. Accanto, uno striscione bianco con una scritta rossa, semplice e diretta: «Quanto vale qui una vita?».

Dentro quella tenda c’è Piero Castrataro, sindaco di Isernia, comune di circa 20 mila abitanti e capoluogo dell’omonima provincia. In carica dal 2021 e ricandidato alle elezioni comunali del 2026, il primo cittadino ha deciso di denunciare lo stato critico della sanità locale a nome di migliaia di cittadini. Non da un ufficio istituzionale, ma all’aperto, al freddo, dal luogo in cui ogni giorno arrivano ambulanze, pazienti e familiari in attesa di notizie: «Le battaglie non si combattono solo negli uffici o dietro una scrivania. A volte, bisogna riportarle dove tutto ha inizio, dove il bisogno è reale, dove ogni minuto conta», scrive sui social.

Da anni la principale struttura ospedaliera della provincia fatica ad offrire un servizio adeguato, complice il progressivo taglio dei fondi e la costante riduzione di medici. Così il personale rimasto a lavorare al Veneziale è costretto a turni doppi per assicurare la copertura dei reparti. A pagare il prezzo più alto, però, sono i cittadini che, in una regione come il Molise, dove l’età media cresce, hanno un bisogno di cure sempre maggiore.

Crisi di sanità a Isernia <br>                               Il sindaco dorme in tenda

Il sindaco ha scelto dunque di non voltarsi dall’altra parte, approfittando dei giorni di festa per battersi a favore di una giusta causa: il diritto di poter accedere alle cure, sempre meno garantito nei territori a bassa densità ma che riguarda tutti. Dalla tenda il sindaco incontra cittadini, ascolta testimonianza e raccoglie segnalazioni. La protesta diventa un punto di confronto diretto.

Non tutti condividono il metodo. L’Azienda sanitaria regionale del Molise (Asrem) ha invitato Castrataro a «concentrarsi su ciò che rientra nelle sue dirette funzioni: rendere la città più attrattiva e vitale», definendo la protesta “strumentale” sul piano politico. Una posizione sostenuta anche dal consigliere comunale di Forza Italia Fabrizio Raimondo, che ha dichiarato: «Sono fiducioso perché so che la Asrem, la regione e i parlamentari del territorio stanno lavorando alacremente, anche su nostro impulso, per garantire il diritto alla salute di tutti i cittadini isernini».

Raimondo non risparmia critiche al primo cittadino: «Pur condividendo la necessità di salvaguardare l’ospedale di Isernia per evitarne qualsiasi ridimensionamento, ritengo che la sua azione, non appoggiata da nessuno, né dalla maggioranza né tantomeno dalla minoranza, sia tardiva e non si comprenda quale sia l’obiettivo. Ha sbagliato metodo e modo».

Castrataro, però, resterà a dormire in tenda. Annuncia che la mobilitazione continuerà fino all’arrivo di risposte concrete: «Dormirò qui anche a Capodanno». «La mia non è una protesta contro qualcuno, ma un modo per sensibilizzare tutti a lavorare nella stessa direzione che è quella di trovare i medici, condividerli tra le strutture sanitarie e cercare di alleggerire il peso di chi si sta sacrificando tantissimo in questo ospedale».

La protesta non è passata inosservata e ha prodotto un primo effetto: il problema della sanità molisana, e in particolare la situazione dell’ospedale di Isernia, ha superato i confini regionali ed è diventato un caso di rilevanza nazionale. «Questo non è il tempo di fare polemiche, ma è il tempo di fare i fatti perché di parole ne abbiamo già spese troppe», ha concluso il sindaco.