Voluminosi capelli biondo platino, seno prosperoso e trucco marcato. Un guardaroba appariscente, eccessivo e scintillante. Dolly Parton si è costruita un’immagine tanto potente e iconica quanto la sua voce. «Metà donna e metà paillettes: è questo il mio stile. Mi sarei vestita allo stesso modo anche se fossi stata una cameriera» ha detto in un’intervista ospite del programma televisivo statunitense Late Show with David Letterman. La stella della musica country, simbolo di femminilità ed emancipazione, compie oggi ottant’anni. Cresciuta sui monti del Tennessee, nel sud-est degli Stati Uniti, e quarta di dodici figli, ha sempre mantenuto un forte legame con le sue origini. I temi della vita rurale, della povertà e della famiglia sono ricorrenti nelle sue canzoni, oltre che essere tra le tematiche principali del country tradizionale. Si è imposta sin da subito in un genere povero di artiste donne, riuscendo ad attraversare diverse epoche – la sua carriera è iniziata nel 1967 – senza mai perdere centralità né autenticità.

Nel suo repertorio spicca Jolene, successo internazionale del 1973, una ballata senza tempo sulla paura di perdere l’uomo amato che non si traduce però in rivalità tra donne, ma in una richiesta di ascolto e compassione. È tra le canzoni che vanta il maggior numero di reinterpretazioni nella storia. Una nuova versione in duetto con la band italiana dei Måneskin nel 2023, oltre che alle recenti cover di Beyoncé, Miley Cyrus e Lil Nas X, l’hanno fatta rientrare varie volte nelle classifiche radiofoniche americane. Sono molte le collaborazioni che ha realizzato negli ultimi anni: Please Please Please con Sabrina Carpenter (2025), Have the Heart con Post Malone (2024) e Powerful Women con il rapper Pitbull, sempre nel 2024, solo per citarne alcune.
Questi duetti hanno avvicinato la Parton alla generazione Z che, oltre a saper apprezzare la sua voce, la venera come un’icona. Un simbolo di libertà, autoironia e inclusione: «cerco sempre di essere me stessa, e di andarne fiera», «non mi aspettavo di avere successo, volevo solo essere libera di fare ciò che amo», «se fossi nata uomo, sarei stata una drag queen». Dichiarazioni incisive che dimostrano una mentalità aperta, autostima e grande consapevolezza. Anche se gli stereotipi del country volevano donne sobrie, la cantante si è sempre mostrata nel suo stile volutamente esagerato per rimanere fedele a come voleva essere e apparire. Nessuna paura di nascondere la sua femminilità, l’utilizzo di interventi estetici o di essere troppo, che negli anni Settanta risultavano in una forte rivendicazione di indipendenza per una donna di successo.
Parton è da sempre al passo con i tempi e non si è tirata indietro con l’avvento dei social media. I suoi profili sono seguitissimi, con oltre 12 milioni di follower complessivi. Fu proprio da un post della cantante che, nel gennaio 2020, partì uno dei trend più virali degli ultimi anni. La #dollypartonchallenge, che consisteva nel postare un collage di quattro foto per rispettivi account social dalle finalità ben diverse – LinkedIn, Facebook, Instagram e Tinder – venne replicata da tantissime celebrità a livello mondiale.

Dolly Parton è unica. La popstar Taylor Swift è stata più volte indicata come sua possibile erede, definendolo «un complimento davvero fantastico». Tuttavia, si tratta di uno stile lontano da quel country originale che la Parton incarna e che interpreta nella quasi totalità delle sue canzoni, dal racconto d’infanzia fatto in musica di Coat of many colors (1971) alla critica sociale verso il lavoro d’ufficio nella leggendaria 9 to 5, colonna sonora dell’omonimo film degli anni Ottanta. I will always love you, pubblicata dalla cantante come hit country nel 1974, ha ottenuto un ulteriore successo grazie alla più conosciuta interpretazione della cantautrice statunitense Whitney Houston, e definita «travolgente» dalla stessa Parton.
La «living legend», come lei stessa si definisce, non ha alcuna intenzione di fermarsi. Il prossimo settembre 2026 sono in programma al Caesars Palace Hotel di Las Vegas sei date evento in cui celebrerà la sua carriera e tornerà in concerto dal vivo dopo alcuni problemi di salute. La voce femminile per eccellenza della musica country potrà così tornare a cantare davanti al suo pubblico, oltre ai grandi successi, anche quelle canzoni più intime e riflessive che toccano le corde del cuore: «sono una semplice Barbie di campagna con ciglia finte e tacchi a spillo. Posso sembrare artificiale, ma dove realmente conta sono vera». Nonostante un’apparenza fatta di glitter e lustrini, a Dolly bastano il microfono e una chitarra per brillare.