Esclusiva

Gennaio 19 2026
Iran offline, Starlink prova ad aggirare il blackout di Internet

Il regime ha lavorato per rendere efficace il blocco della rete e il servizio di SpaceX diventa il principale canale di connessione con il resto del mondo

Undici giorni senza comunicare con l’esterno. Questa è la realtà per la grande maggioranza dei cittadini iraniani, che sono tagliati fuori dalla rete Internet globale dall’8 gennaio 2026. I dati mostrano un crollo del traffico quasi a zero e la connettività rimane in gran parte bloccata.

Iran offline, Starlink prova ad aggirare il blackout di Internet
Report di netblocks.org sulla connettività di rete in Iran

Nonostante le difficoltà, negli ultimi giorni sono circolate diverse immagini e video delle proteste e della dura repressione del regime. I dissidenti utilizzano i cellulari nelle zone di confine o si connettono da alcune reti fisse che rimangono limitatamente attive in luoghi come aziende, ospedali o ambasciate. Il metodo più diffuso è però Starlink, il sistema di connessione satellitare dell’americana SpaceX. Si stima che migliaia di iraniani lo utilizzino da quando, nel 2022, è stato rilasciato nel Paese. Starlink aggira il blocco perché non dipende dall’infrastruttura di rete locale. I satelliti di SpaceX in orbita forniscono connettività ai terminali, piccole antenne poste a terra e la cui diffusione in Iran è incerta e non quantificabile con precisione. Un terminale costa circa 599 dollari più un canone mensile che, nella settimana del blackout, è stato reso gratuito da SpaceX per gli utenti iraniani. Secondo Freedom House, Ong pro-democrazia, questo è uno dei segnali che la repressione passa attraverso strumenti economici: rendere più costoso l’accesso al web lo inibisce.

Il regime contrasta attivamente anche l’efficacia del servizio e utilizza falsi segnali GPS per confondere gli apparecchi e disabilitare la connessione. I terminali necessitano di essere posizionati in zone con cielo aperto per una comunicazione efficace e, secondo il Guardian, il governo utilizza droni per individuarli sui tetti delle abitazioni. Starlink non è autorizzata a operare nel Paese e, dopo gli attacchi israeliani di giugno 2025, il Parlamento ha approvato una legge che la vieta esplicitamente: possedere un terminale può essere interpretato come spionaggio ed è punibile con una pena detentiva fino a 10 anni.

Iran offline, Starlink prova ad aggirare il blackout di Internet
Satelliti Starlink fotografati da terra con un’esposizione di due secondi

Secondo IranWire, già nella prima giornata di blocco i segnali di disturbo hanno ridotto del 30% il traffico Starlink, raggiungendo oltre l’80% nelle ore successive. Il regime cerca di agire anche a livello istituzionale. Reuters riferisce che Teheran ha portato la questione all’Unione internazionale delle telecomunicazioni, chiedendo a Stati Uniti e Norvegia — dove Starlink è registrata a livello internazionale — di bloccare il servizio. In questo quadro, Starlink appare meno una soluzione e più una variabile, perché gli sforzi del regime per isolare la rete sono sempre maggiori.

Gli shutdown in Iran si sono già verificati durante le scorse proteste contro il governo ma questa volta hanno un impatto maggiore. Dopo la morte di Mahsa Amini, nel settembre 2022, il regime ha imposto una disattivazione serale della rete (dalle 16 a mezzanotte) mentre l’attuale blocco è applicato 24 ore su 24. Negli ultimi anni il governo iraniano ha investito ingenti risorse nel controllo dei contenuti online: mentre l’accesso ai siti internazionali diventa molto difficoltoso, account e servizi governativi rimangono online. Secondo FilterWatch, osservatorio sulla libertà di Internet in Iran, il regime sta implementando nuovi sistemi e regole per isolare la rete nazionale: «Non ci si dovrebbe aspettare il ripristino dell’accesso all’Internet globale e, anche in seguito, l’accesso degli utenti non tornerà mai a essere quella precedente».