Esclusiva

Gennaio 26 2026
Ventiquattro ore a Roma, un viaggio tra quartieri nascosti

Un itinerario alternativo pensato per chi la visita per la prima volta e per chi la vive ogni giorno


Roma non si visita, si vive. È una città che non ha fretta, anche se hai un solo giorno ti prende per mano e ti accompagna tra strade antiche, tavolini affollati ed edifici storici. È con questo spirito che Zeta propone un itinerario pensato per chi arriva in città per la prima volta, per chi può fermarsi solo un fine settimana o per chi la vive da anni e vuole scoprirne un volto nuovo. Non è possibile comprendere del tutto Roma in ventiquattro ore, ma è un tempo sufficiente per volerci tornare.  

Ore 9.00 

Il tour parte con la colazione a Testaccio, al bar Linari. Il bancone della pasticceria, sede storica dal 1971, è un’esplosione di forme e colori: maritozzi ricchi di panna montata fresca, tramezzini e mignon di tutti i gusti che attirano felicità al primo sguardo.

Dopo la colazione, è d’obbligo un giro nel quartiere. Tra strade che respirano tradizione e quotidianità, si arriva al lato più creativo: “The Jumping Wolf” è l’opera di Roa, artista belga, in cui un lupo salta lungo la facciata di un palazzo in Via Francesco Negri. 

Ventiquattro ore a Roma, un viaggio tra quartieri nascosti

Ore 10.00

Rimanendo in quartiere, Monte Testaccio è la prossima tappa. Si tratta di una piccola collina artificiale dell’età augustea che i romani sono soliti chiamare “Monte de’ Cocci”. Questo perché, nell’Antica Roma, il monte deve la sua nascita allo stratificarsi dei cocci delle anfore dei commercianti del porto. La strategia utilizzata per il loro accatastamento prevedeva l’uso della calce per consentire la stratificazione stabile dei materiali. Per la visita è necessaria la prenotazione.

Ore 11.00

Terminato il giro su Monte Testaccio, l’itinerario prosegue verso la “Centrale Montemartini”, in Via Ostiense. Una volta era una centrale termoelettrica, oggi accoglie un museo dell’antica Roma, come sezione distaccata dei musei capitolini. Le statue, seppur classiche, sono in perfetta armonia con le macchine ormai dismesse: marmo e metallo, antico e moderno dialogano perfettamente, offrendo agli osservatori uno spettacolo irripetibile. Nella grande sala delle macchine, una figura colossale emerge dal marmo: Minerva osserva lo spazio con lo sguardo fermo, la lancia spezzata al suo fianco, come se avesse appena attraversato i secoli per fermarsi lì.

Ore 13.00

È ora di pranzo e, prendendo la metro, si arriva in zona Pigneto. La meta è “Necci”, locale storico del quartiere. I proprietari affermano che l’artista Pier Paolo Pasolini fosse solito frequentare il posto.  Da un pranzo completo a un brunch all’italiana, Necci accoglie qualsiasi tipo di gusto. «Un’oasi di calma in una città caotica.» recita lo slogan del locale. Se siete almeno sei persone, vi suggeriamo l’esperienza di una degustazione con visita nell’ipogeo: una serie di cave sotterranee di epoca romana che i gestori hanno riportato alla luce durante la pandemia del Coronavirus. Vennero usate come rifugio dagli abitanti del quartiere durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale.   

Se invece si preferisce un’atmosfera più conviviale ci si sposta di poche centinaia di metri, alla biosteria “Dar Parucca”. I tavoli in legno grezzo e la veracità dello staff raccontano la personalità del locale. Il menu è ancora scritto sulle lavagnette: vasta scelta tra i classici della tradizione romana. Il locale ha anche vinto l’edizione al Pigneto del programma “4 Ristoranti”, condotto da Alessandro Borghese.

Ventiquattro ore a Roma, un viaggio tra quartieri nascosti

Ore 14.30

Riprende il cammino direzione Museo e Cripta dei Frati Cappuccini, fermata metro Barberini. Le sei sale raccontano la spiritualità dell’Ordine dei Cappuccini. Una volta superata l’arcata in pietra dell’ultima stanza, si giunge alla Cripta sotterranea: le ossa dei monaci, incastrate perfettamente tra le mura, creano un’atmosfera lugubre e mistica.

Ore 15.30 

La Porta Alchemica, a Piazza Vittorio Emanuele, è la prossima destinazione. Definita anche “Porta Magica”, avvolge in un’aura enigmatica chi la osserva. La leggenda narra che attraversarla possa condurre ad altri mondi. Delle cinque porte originali, è l’unica ancora in piedi. Simboli e iscrizioni misteriose ne decorano ancora il marmo antico.  

La giornata romana non può che essere addolcita dal “sanpietrino” della storica gelateria di Via Principe Eugenio, Fassi. Si tratta di un cubetto di gelato ricoperto da cioccolato fondente: i gusti del gelato vanno dal caffè al mascarpone, dal gianduia al cocco. All’interno del locale, vi consigliamo di chiedere un bicchiere: dietro una delle colonne della grande sala, troverete una fontanella dove potrete bere gratuitamente.

Ventiquattro ore a Roma, un viaggio tra quartieri nascosti

Ore 16.30

È la volta del tour della capitale in Vespa. Con ancora il sapore dolciastro dei cubetti-gelato, si sale in scooter e la giornata cambia di nuovo ritmo. Due ore in sella per scoprire la città in un modo alternativo. My Vespa, in Via Cavour, organizza tour con guide esperte e percorsi che variano a seconda delle vostre richieste. Se non avete mai guidato un motorino, nessun problema: potrete godervi il giro dal posto del passeggero, lo staff guiderà per voi.

Ventiquattro ore a Roma, un viaggio tra quartieri nascosti

Ore 19.00

Il tour in Vespa si ferma al Celio, dove la basilica di Santo Stefano Rotondo si nasconde dietro l’ospedale militare. Si tratta di una delle poche chiese cristiane a pianta circolare di Roma. L’architettura non è la sola meraviglia: la Chiesa ospita concerti di polifonia sacra e cori. Le sue pareti sono ricoperte da trentaquattro affreschi del martirologio: scene che raccontano la morte dei martiri cristiani.

Ore 20.00

Uscendo dal silenzio della Chiesa, a piedi si raggiunge il ristorante Il Salotto del Colosseo

Una piccola sala come a casa, non più di venti posti a sedere, davanti a una delle sette meraviglie del Mondo. Oltre al panorama, ad accogliervi troverete Ilaria, che insieme a suo marito Alessandro ha curato ogni dettaglio del Salotto. Ai fornelli Marcello vi proporrà un menù vario: vi consigliamo i suoi gnocchi ripieni.

Ventiquattro ore a Roma, un viaggio tra quartieri nascosti

Ore 22.00

Il tour si chiude in una traversa del Rione Monti, a poca distanza dal Colosseo. Dopo una giornata in giro per la Capitale, il Black Market Hall vi aspetta per un momento di divertimento ascoltando buona musica. Dall’esterno, una piccola porta d’ingresso rende difficile individuarlo. Una volta entrati, un primo bar domina l’ingresso. Poi, scendendo per le scale, la sala principale: arredamento in legno, a partire dal parquet, e un piccolo palco, dal quale potrete ascoltare band di musica jazz.