Esclusiva

Gennaio 27 2026
La legge sull’antisemitismo
«Errori anche dal PD»

L’ex deputato democratico Emanuele Fiano, oggi leader di Sinistra per Israele, sulle reazioni alla proposta di Del Rio

«La discriminazione antisemita ha una specificità storica, che va rispettata e spiegata». In occasione della Giornata della Memoria, Emanuele Fiano, ex deputato Pd e oggi presidente di Sinistra per Israele, riflette sul significato della ricorrenza in un presente in cui il dibattito pubblico appare più frammentato. Già a capo della Comunità ebraica di Milano e figlio di Nedo Fiano, tra i più attivi testimoni italiani dell’Olocausto, commenta la proposta di legge presentata dal deputato Pd Graziano Del Rio, ancora oggetto di divisione e che proprio oggi, nella Giornata della Memoria, è al centro di un sit-in antisionista davanti alla sede nazionale del partito a Roma da parte di un gruppo di attivisti Pro Pal.

«Trovo che il PD abbia reagito con una virulenza incomprensibile nei confronti di Del Rio, il cui obiettivo è prevenire le discriminazioni antisemite nei luoghi di studio e sul web, che spesso ci sfuggono», afferma Fiano, sottolineando come l’approccio sia diverso da precedenti iniziative legislative del centrodestra, come quella di Gasparri, perché «non individua nuovi reati e non commina pene».

Secondo l’ex deputato, i nodi principali del dibattito sono due: «Alcuni sostengono che non serva una legge specifica contro l’antisemitismo: il PD ha proposto con Andrea Giorgis una legge più generalista (che verrà discussa oggi 27 gennaio ndr), ma bastava emendare l’esistente legge Mancino: io penso che l’antisemitismo abbia una peculiarità e unicità storica e vada rispettata. Il secondo riguarda l’uso della definizione IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance), con il timore che si confonda la critica allo Stato di Israele con l’antisemitismo, quando in realtà è scritto chiaramente che le critiche a Israele analoghe a quelle rivolte a qualsiasi altro Paese non possono essere considerate antisemite».

L’aumento degli episodi di antisemitismo 

«L’antisemitismo ha una storia di quasi duemila anni e non può essere semplicemente assimilato ad altre forme di discriminazione, che pure esistono e hanno ciascuna una propria specificità. È quindi sbagliato parificare l’Olocausto ad altri eventi contemporanei di guerra e violenza: non per sminuire ciò che accade oggi, ma per rispetto della precisione storica. In più, prosegue Fiano, si registra inoltre un forte aumento degli episodi di antisemitismo, anche in Italia, dal punto di vista numerico». I dati confermano quanto affermato: secondo l’Osservatorio antisemitismo della Fondazione CDEC, a seguito del 7 Ottobre i casi sono in aumento: nel 2024 in Italia sono stati registrati 877 episodi antisemiti, quasi il doppio rispetto ai 454 del 2023 e quasi quattro volte i 241 del 2022, su un totale di 1.384 segnalazioni, valutate secondo la definizione operativa dell’IHRA. 

La Memoria attuale: le tre lezioni da imparare dalla Shoah

È in questo contesto che Fiano sottolinea il valore attuale della Giornata della Memoria: «La storia deve sempre diventare una lezione e, con la scomparsa dei testimoni diretti, diventa ancora più importante rendere attuale il messaggio: proprio per questo ho scritto uno dei miei libri (“Sempre con me, le lezioni della Shoah, ed. Piemme, ndr)».

Tre, per lui richiami fondamentali da non dimenticare: Il primo è non cadere nell’l’indifferenza: «Le leggi razziali furono accompagnate da un silenzio gigantesco, e ancora oggi assistiamo a violenza, sopraffazione e discriminazioni in cui l’indifferenza è spesso protagonista». Il secondo riguarda la fragilità delle democrazie: «Non sono mai per sempre, lo dimostrò la crisi italiana dal 1918 e lo vediamo oggi in Occidente, dagli Stati Uniti all’Ungheria, dalla Turchia alla Polonia. Anche in Italia sono molto preoccupato dalla proposta di riforma sul premierato:  l’eventuale riduzione del potere del Presidente della Repubblica e dello spazio del Parlamento sarebbe una trasformazione in senso restrittivo della nostra democrazia». Il terzo insegnamento è che «coloro che commisero i crimini della Shoah erano esseri umani come noi, cresciuti nella culla della civiltà europea: bisogna stare attenti che ciò che è accaduto potrebbe accadere di nuovo».

Queste tre lezioni, conclude Fiano, rendono la necessità della memoria quanto mai attuale. Infine, da ex presidente della Comunità ebraica di Milano, Fiano osserva anche un cambiamento politico e culturale all’interno delle comunità ebraiche italiane: «C’è stato un forte allontanamento dalla sinistra storica italiana, senza dubbio, perché molti si sono sentiti abbandonati in questa fase di recrudescenza dell’antisemitismo. Vedo molta incertezza, da questo punto di vista, nella sinistra».