«Cento uno giorni senza l’onda. Più di cento giorni senza poter fare ciò che amiamo. Perché?». È la scritta che si legge in una story pubblicata dal profilo del surf club di Monaco, in Germania.
Una domanda che è entrata nel dibattito cittadino e politico di Monaco di Baviera. La città ha perso la sua onda il 17 ottobre 2025 e la discussione, sui social come nelle istituzioni, non si è concentrata tanto sulle cause della scomparsa, quanto sulla possibilità di ripristinarla.

Il legame tra la capitale bavarese e la sua onda artificiale, nata nel 1972 alle spalle del museo di arte moderna Haus der Kunst, all’ingresso dell’Englischer Garten, è sempre stato fortissimo. Nonostante il divieto di balneazione, con il tempo sempre più surfisti hanno iniziato, incuranti delle regole, a cavalcare l’onda dell’Eisbach, il “ruscello di ghiaccio”. Fino al 2010, infatti, fare surf lì era formalmente vietato.
Meta di surfisti da tutto il mondo, l’Eisbachwelle è stata cavalcata anche dal campione mondiale Robby Naish che, nel 2021, in occasione del lancio del suo film “The Longest Wave”, non perse l’occasione di tuffarsi nelle gelide acque che attraversano il parco.
Un hotspot sempre praticabile: di notte, d’inverno, con il freddo e la neve. Negli anni l’onda era diventata anche una tappa turistica: curiosi e fotografi si fermavano a osservare gli impavidi surfisti sfidare la corrente.
L’Eisbach era un pezzo di città. A Monaco non era raro incrociare in bici o in metropolitana giovani e meno giovani con la tavola da surf sottobraccio, diretti all’onda o di ritorno. Un sodalizio durato più di quarant’anni senza incidenti gravi, fino all’estate 2025, quando una giovane donna è stata inghiottita dall’acqua. Un evento tragico che ha scosso profondamente la città.
Il Comune ha prima vietato l’accesso all’onda, poi, qualche settimana dopo, lo ha consentito solo in orari stabiliti, con l’obbligo di un compagno di sicurezza e del leash autosganciabile. Nonostante tutto, i surfisti, con attenzione e rispetto delle nuove regole, hanno ricominciato a cavalcare la fredda onda.
Poi, a ottobre 2025, tutto si è fermato. All’improvviso, senza preavviso, l’onda è svanita. È venuta meno la spinta, il “kick-off”, l’energia che la generava. Secondo l’amministrazione, la causa sarebbero i lavori di drenaggio a nord del fiume Isar. «Manca la forza necessaria e l’onda non si crea più», ha spiegato Port Meier-Staude della Hochschule München.
Anche i vigili del fuoco sono impegnati in operazioni di drenaggio e ripristino, ma nonostante gli studi e gli sforzi, l’onda stabile e potente sembra essere scomparsa.
Nella notte di Natale, per qualche ora, ricompare. Sul ponte sopra l’Eisbach appare uno striscione: “Just watch – Merry X-Mas”. Grazie a una tavola sistemata alla base del ruscello, alcuni sconosciuti riescono a surfare e postano l’impresa sui social. «L’amministrazione ha rimosso la struttura», scrive poi il sindaco Dieter Reiter, «perché non possiamo garantire la sicurezza».
Dopo le vacanze natalizie il tema entra ufficialmente nel dibattito politico. In vista delle comunali di marzo, Felix Meyer e Jörg Hoffman, del partito liberale FDP, pubblicano una foto che li ritrae immersi nelle acque gelide dell’Eisbach con un cartello giallo: «Salviamo l’Eisbachwelle».
Il giorno dopo, Reiter risponde con un video: l’amministrazione è pronta ad aprire un tavolo di dialogo con l’ISGM, l’associazione dei surfisti di Monaco, per presentare proposte e progetti con l’obiettivo di riportare in vita l’onda. I primi incontri sono fissati per febbraio.