Esclusiva

Febbraio 3 2026
Dalla monetina al Pos: scatta il ticket alla Fontana di Trevi

Introdotto un biglietto di due euro per accedere all’area più vicina al monumento e regolamentare il flusso di visitatori

Al rumore dell’acqua che scorre e al vociare caotico dei turisti accalcati per fotografare, da oggi si aggiunge in piazza di Trevi un nuovo suono: il beep del Pos.

«È qui che si paga?», chiede una coppia americana indicando la biglietteria. Visitare la fontana più famosa di Roma non è più gratuito, ma avrà un costo di due euro. Per accedere all’area più vicina al monumento, bisogna acquistare il biglietto tramite pagamento elettronico e proseguire lungo un percorso riservato, pensato per una visita più ordinata. 

Per avvicinarsi alla vasca bisogna fermarsi, tirare fuori la carta e seguire il percorso delimitato, tra transenne e steward che ripetono le stesse indicazioni: «Solo chi ha il biglietto può andare avanti». «Io vengo spesso», dice una signora del quartiere mentre passa davanti al varco, «così almeno si cammina senza spingere». In lontananza un ragazzo romano sbuffa mentre controlla lo smartphone: «Che casino… prima ci si faceva una foto e via».

Dall’Uruguay, dal Portogallo, dagli Stati Uniti, ma anche da Palermo, da Vieste e da Roma. Tra la folla molti italiani ma anche tanti turisti stranieri, e i pareri riguardo all’introduzione del biglietto d’ingresso sono diversi e contrastanti. “Il ticket fa riflettere. Bisogna rispettare il patrimonio che abbiamo”, con queste parole una turista pugliese in visita a Roma con un gruppo di amiche si esprime a favore dell’iniziativa. Una signora dal Sudamerica in vacanza con la famiglia racconta a Zeta: “Non sapevamo di questa nuova misura. Siamo stati qui qualche anno fa e l’accesso era gratuito, ma siamo disposti a pagare questa piccola cifra”. 

C’è chi invece si dichiara contrario: “La misura è superflua. Non serve a nulla, Se il Comune ha bisogno di soldi, dovrebbe prendere quelli che vengono lanciati all’interno della fontana. Quel denaro non dovrebbe andare alla Caritas, ma spetta al Comune di Roma e ai suoi cittadini”. I soldi raccolti sul fondo della vasca vanno in beneficenza e, come pubblicato da Il Messaggero, nel 2023 hanno raggiunto 1,6 milioni di euro. 

L’accesso continua a essere gratuito in determinate fasce orarie per i residenti a Roma, per i bambini fino a 5 anni e per le persone con disabilità. Il biglietto è richiesto il lunedì e il venerdì dalle 11.30 alle 22, mentre per gli altri giorni dalle 9 alle 22.

La misura è stata introdotta dopo una sperimentazione durata un anno in cui sono stati monitorati gli afflussi, con numeri che hanno raggiunto i 70.000 visitatori al giorno. I turisti non sono stati intimoriti, nonostante l’introduzione del biglietto: “sono già tremila le prevendite acquistate per visitare la Fontana di Trevi in queste prime ore”, ha reso noto Massimiliano Smeriglio, assessore capitolino alla Cultura. “Con due euro siamo stati morigerati – ha aggiunto l’assessore – a New York avrebbero chiesto cento dollari, la nostra richiesta e’ un contributo alla bellezza e all’accoglienza”. 

Alla base della scelta c’è l’obiettivo di limitare overtourism e degrado urbano, responsabili di ingorghi continui e di una visibilità spesso compromessa dall’eccessiva presenza di persone. 

A gestire gli ingressi sono il personale di sorveglianza e gli steward. L’iniziativa ha generato nuovi posti di lavoro, finanziati con le risorse ottenute dalla vendita dei biglietti. Il resto del guadagno sarà destinato ai lavori di manutenzione e restauro del sito. «Sono stati assunti 18 giovani per la vigilanza: è la dimostrazione di come il turismo possa generare ricchezza e occupazione se ben organizzato», ha dichiarato l’assessore al Turismo Alessandro Onorato. 

Per molti visitatori, gettare una monetina nella vasca resta un rituale irrinunciabile durante un soggiorno a Roma. Tra i turisti in coda, però, c’è anche chi decide di rinunciarvi: «Entreremo, ma non lanceremo soldi nell’acqua». E c’è chi, sporgendosi a bordo vasca, sostituisce la monetina con la carta di credito, per replicare e modernizzare il gesto rituale.