All’ombra del celebre dito medio L.O.V.E., opera dell’artista Maurizio Cattelan, ci sono centinaia di auto d’epoca e di lusso perfettamente allineate. Carrozzerie lucenti dai colori più diversi, affiancate dai rispettivi proprietari, insieme ad appassionati, fotografi e semplici curiosi. Il ritrovo di tanti amanti dei motori è intenzionale e, da circa un anno, è diventato un appuntamento fisso. Ogni domenica mattina dalle 10.30 alle 13 Piazza Affari a Milano si riempie di persone.
Il raduno automobilistico già esisteva dal 2021 come “Raduno della Domenica Auto Storiche”, Carlo Vulnera cambia nome all’evento e lo porta sui social come Quelli di Piazza Affari il 16 febbraio 2025. «Il format nasce per rendere il mondo delle automobili accessibile a tutti, anche e soprattutto ai ragazzi più giovani. Molti raduni sono a pagamento o richiedono una membership. Qui invece può venire chiunque: la piazza è aperta, ci si ferma se si è interessati, si fanno due chiacchiere, si beve un caffè insieme. È un bel momento di aggregazione e di amicizia». La location non è casuale. «È in pieno centro, quindi facilmente raggiungibile sia da chi arriva in auto, sia da chi si muove a piedi o con i mezzi. E poi c’è la statua di Cattelan». Il dito medio diventa così un simbolo irriverente: mentre il mercato automobilistico spinge sempre più verso l’elettrico, in piazza si ritrovano esclusivamente appassionati di motori termici. Nella piazza i suoni predominanti sono i rombi dei motori, il suono delle portiere che si aprono e chiudono, il chiacchiericcio e le risate. La sfilata comprende auto d’epoca, supercar e youngtimer, vetture con un’età compresa tra i 20 e i 30 anni. Ferrari, Lancia Delta, Porsche, McLaren, Ford Mustang e Corvette convivono nello stesso spazio. «Ogni domenica si registrano più di 100 auto e tantissime persone. Ci sono molti ragazzi, fotografi e appassionati interessati non solo alle vetture, ma anche alla loro storia». Quelli di Piazza Affari diventa così un vero luogo di incontro, dove la passione per l’automobile si trasmette e si condivide, anche tra generazioni diverse. Al volante di una Dallara Stradale c’è una bambina, seduto accanto a lei l’amichetto. Camminando tra le auto si sentono le voci dei più piccoli che chiedono nomi, marchi e specifiche tecniche, affascinati tanto quanto gli adulti da un mondo che qui appare improvvisamente accessibile.

Quando la domenica mattina non basta più, Vulnera ha pensato di portare lo stesso spirito anche la sera, con gli aperitivi d’epoca: stessi protagonisti, ma in orario serale, per rafforzare ulteriormente il senso di comunità. La comunicazione con il pubblico avviene esclusivamente attraverso i social network. Su Instagram, Quelli di Piazza Affari conta poco meno di 25 mila follower ed è proprio attraverso la piattaforma che vengono annunciati raduni, eventi ed esperienze speciali. L’ultima risale allo scorso novembre, quando, in collaborazione con la rivista Quattroruote e il Circolo dell’Automobile, la community è stata portata al circuito di Vairano a Pavia, dove i partecipanti hanno potuto girare liberamente in pista con le proprie auto.

Nonostante sia nato solo un anno fa, il concept è già stato esportato in diverse città italiane mantenendo le stesse caratteristiche di gratuità e apertura. Oggi Quelli di Piazza Affari è presente a Torino, Firenze, Ragusa, Lecce e Sassari, con nuovi incontri previsti anche a Roma. L’incontro domenicale milanese deve però confrontarsi con una criticità importante, rappresentata dal rapporto con la città. La giunta del sindaco Giuseppe Sala ha annunciato che, a partire da maggio, Area B e Area C (zone a traffico limitato), potrebbero essere attive anche nei weekend. Attualmente, nel fine settimana è possibile circolare con la propria auto liberamente, ma l’estensione delle limitazioni al sabato e alla domenica costringerebbe il raduno a cercare una nuova sede.
Sarebbe un peccato perdere Piazza Affari e il L.O.V.E. come cornice simbolica di un incontro tanto partecipato. Tuttavia, considerando che il format vive già in molte altre città, è difficile immaginare che Quelli di Piazza Affari non riesca a continuare anche a Milano. Perché, al di là della piazza, al centro del progetto restano sempre le auto e le persone che le vivono come luogo di condivisione.
Foto di copertina di Catalin Antoci