Il Carnevale di Venezia 2026 offre varie iniziative, una pista sul ghiaccio, corsi di cucina carnevalesca, una performance artistica chiamata Double Illusion e workshop sulle maschere veneziane. La giornata è uggiosa, i coriandoli sono sparsi nelle pozzanghere e le gondole ferme agli angoli dei palazzi. In una piccola e stretta calle del sestiere Dorsoduro si trova Ca’ Macana, un negozio artigianale di maschere veneziane.
Le pareti bianche sono ricoperte di maschere: colombine, volti, maschere piumate. Un arcobaleno di colori si mescola l’uno sull’altro, come nelle geometrie del costume di Arlecchino al centro dell’esposizione. Venezia e le sue maschere: “Una tradizione che nasce nel Medioevo e che raggiunge il suo apice nell’alto e tardo Rinascimento”, spiega Davide Belloni, responsabile di Ca’ Macana. Non solo un simbolo del Carnevale: “Negli ultimi due secoli la maschera venne considerata un abito d’uso”, con leggi che regolamentavano l’impiego nella vita pubblica della città. “Per questo nacquero i mascherai”.
Oggi la maschera, per Venezia, è anche “un atto di tutela culturale”. “Portare avanti la tradizione attraverso i laboratori significa renderla accessibile e ludica”, continua Bertelli, “un’attività che è insieme soddisfacente e divertente”. Il negozio, infatti, promuove diversi workshop: “Un modo per non far morire la tradizione, ma trasformarla in un’esperienza reale”. A pochi passi dal negozio si trova il laboratorio artigianale.

Le pareti sono bianche, le mensole di legno chiaro. Vasi di latta contengono colori e barattoli di pittura riempiono gli spazi vuoti. Due ragazze lavorano chine sulla schiena: tengono tra le mani delle maschere e le modellano. “È cartalana”, dice una delle due. “È un tipo di carta molto modellabile che, una volta seccata, mantiene la forma”. Nella sala adiacente quattro tavoli di legno sono ricoperti di carta da giornale. “Qui è dove teniamo i corsi”, spiega Bertelli. “I partecipanti sono spesso turisti, sia italiani che stranieri: un modo per unire al soggiorno anche un’esperienza di viaggio”. Se una volta i corsi erano più lunghi e destinati principalmente a specialisti, “oggi, anche grazie alla visibilità dei social, sono più brevi e aperti a tutti”, conclude.
“Quello che contraddistingue Venezia è l’uso della maschera tradizionale”. Feste ed eventi pubblici nell’atmosfera dei costumi d’epoca sono le caratteristiche del Carnevale veneziano che, però, negli ultimi anni è diventato meno “carnevalesco” rispetto ad altri carnevali, sia italiani che esteri, “per una questione anagrafica e di popolazione”. Tuttavia, la magia del Carnevale veneziano continua, sebbene la chiusura di molti centri sociali e culturali abbia provocato la diminuzione di eventi pubblici come feste e concerti di piazza.