Esclusiva

Febbraio 12 2026
Commissione ambiente
Strasburgo elegge Maran (Pd)

Sostituisce Antonio Decaro: « Oggi l’Europa è sotto attacco e il Green Deal diventa un bersaglio»

L’Envi è il collegio del Parlamento europeo che si occupa di ambiente, clima e sicurezza alimentare. In meno di un quarto d’ora di riunione è stato eletto Pierfrancesco Maran, eurodeputato del Partito democratico e membro del gruppo di Socialisti e Democratici (S&D), come nuovo presidente della commissione che prende il nome dal francese environnement (ambiente). La sua candidatura è stata proposta da Mohammed Chahim, vicepresidente di S&D: «Maran viene dalla politica locale in cui ha promosso soluzioni innovative per la mobilità sostenibile e per gli spazi pubblici. Crediamo che, come presidente, porterebbe la stessa passione e ambizione che ha mostrato nell’amministrazione di Milano».

Dai 78 membri votanti su 90 della commissione, Maran ha ottenuto 59 preferenze. Le restanti 19 sono andate a Roman Haider del gruppo dei Patrioti. Il neoeletto ha subito ringraziato i suoi colleghi per la fiducia e, in particolar modo, Antonio Decaro, presidente uscente. Poi, Maran ha aggiunto: «È una forte responsabilità e un onore guidare questa commissione. Voglio farlo con spirito di servizio per la politica europea».

L’elezione di Maran non ha messo d’accordo gli eurodeputati italiani della Commissione. Dal gruppo dei Patrioti, Silvia Sardone lo aveva attaccato prima dei voti: «Avevamo proposto la candidatura dell’onorevole Roman Haider per sottolineare i danni avvenuti nella mia città, Milano. Ha già ricoperto ruoli da deputato nel Parlamento austriaco».

Commissione ambiente <br> Strasburgo elegge Maran (Pd)
Il neoeletto presidente della commissione ambiente Pierfrancesco Maran

In un punto stampa dedicato ai giornalisti italiani, il neopresidente ha parlato del Green Deal: «Nel mio discorso introduttivo ho citato l’idea che possa diventare anche un Freedom Deal, come lo ha definito la commissaria Rivera. Serve lavorare sull’indipendenza europea e sull’autonomia del nostro sistema. Oggi l’Europa è sotto attacco sul piano politico, geografico e purtroppo anche militare e il Green Deal a volte diventa un bersaglio. È vero che rispetto al mandato 2019-2024 il contesto globale è cambiato, ma non mi sembra che, al di là delle parole, ci sia una reale volontà di mettere da parte il piano».

Quanto alle critiche di Sardone, Maran ha preferito abbassare i toni: «Come Presidente ho il dovere di collaborare e di considerare tutti i 90 membri alla pari, dando spazio a ciascuno. Questo è il mio approccio, e spero sia reciproco. La politica, poi, è fatta anche di scontri: chi si candida sa che può essere attaccato. Ma da parte mia spero questo non infici alcuna collaborazione, compresa quella con i Patrioti».

Il presidente della commissione ambiente ha sottolineato il suo impegno per l’abbassamento dei costi dell’energia: «Le rinnovabili sono uno strumento per gestire i prezzi. Bisogna accelerare perché Paesi come la Cina crescono più in fretta di noi: è un riferimento utile per capire dove possiamo arrivare, pur con modelli diversi».