Esclusiva

Febbraio 12 2026
«L’esclusione è il prezzo della nostra dignità»

Vladyslav Heraskevych squalificato per il casco che raffigura gli atleti ucraini uccisi in guerra

«Il sacrificio delle persone dipinte sul mio casco vale più di qualsiasi medaglia, perché loro hanno dato la cosa più preziosa che avevano. Era il loro sogno essere alle Olimpiadi». Vladyslav Heraskevych, atleta ucraino di Skeleton, è stato squalificato dal Comitato Olimpico (CIO) da quelle che sarebbero state le sue terze Olimpiadi, dopo aver annunciato l’intenzione di indossare in gara un casco raffigurante ventuno atleti e atlete uccisi durante la guerra. Tra loro c’era Alina Peregudova, 14 anni, sollevatrice di pesi, uccisa a Mariupol mentre fuggiva da un’esplosione; il pugile Pavlo Ishchenko, 33 anni, caduto in servizio militare; il portiere di hockey Oleksiy Loginov, 23 anni, morto in combattimento; e un pattinatore artistico ucciso a Bakhmut che, ha raccontato Heraskevych, «era mio amico, gli volevo bene». Ma anche bambine, come Kateryna Diachenko, 11 anni, giovane ginnasta uccisa nel 2022 sotto i bombardamenti di Mariupol, o Viktoria Ivashko, 9 anni, morta insieme alla madre nel 2022 a Kiev. A fronte di queste storie, e dell’importanza simbolica di rappresentarle, l’esclusione  «è il prezzo della nostra dignità», ha scritto l’atleta nel suo ultimo post su Instagram. Ma anche questo su punto Heraskevych non si arrende: «Continuo a lottare, voglio fare ricorso al Tas (Tribunale Arbitrale dello Sport)». Anche perchè, in base ai suoi tempi di allenamento, Heraskevych aveva una potenziale possibilità di vincere una medaglia.

Il Cio: «Abbiamo cercato un compromesso»

La decisione è stata presa dalla giuria della Federazione Internazionale di Bob e Skeleton (IBSF), perché il casco «non è conforme al regolamento». Il riferimento è all’articolo 50 della Carta Olimpica, che vieta qualsiasi forma di manifestazione o propaganda politica, religiosa o razziale all’interno dei siti olimpici.

«L'esclusione è il prezzo della nostra dignità»

Secondo la presidente del CIO, Kirsty Coventry, si è cercato fino all’ultimo un compromesso. Nei giorni scorsi il Comitato aveva concesso all’atleta di indossare una fascia nera sul casco, ma Heraskevych ha deciso di proseguire con la sua idea iniziale. La mattina dell’annuncio della squalifica, Coventry lo ha aspettato in cima alla pista prima della gara per provare a convincerlo a cambiare posizione. «Credo che nessuno sia in disaccordo con il messaggio dello skeletonista ucraino», ha dichiarato. «Non si tratta del contenuto del messaggio, ma di regole e regolamenti. Durante la gara dobbiamo mantenere un ambiente sicuro per tutti, e questo significa che non sono ammessi messaggi. Purtroppo non siamo riusciti a trovare una soluzione. Avrei voluto davvero vederlo gareggiare». 

Secondo la BBC, nei giorni scorsi il CIO ha ricordato che Heraskevych era  stato sostenuto dal Comitato nelle ultime tre edizioni dei Giochi, ed è beneficiario di una borsa di studio olimpica, e che, dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, il CIO ha istituito un fondo di solidarietà per sostenere la preparazione degli atleti ucraini per Parigi 2024.  Heraskevych invece sostiene che il tributo non violi l’articolo 50, anche perché «non così diverso da quelli resi da altri atleti», facendo riferimento al pattinatore artistico Maxim Naumov, che nei giorni scorsi ha mostrato una foto dei suoi genitori, tra le 67 persone morte in un incidente aereo a Washington.

Zelensky: «Il coraggio di Vladysalv vale più di qualsiasi medaglia»

«Lo sport non dovrebbe significare amnesia: il movimento olimpico dovrebbe aiutare a fermare le guerre, non fare il gioco degli aggressori». Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha commentato così, sui suoi canali social, l’esclusione di Heraskevych dalle Olimpiadi. Nel pomeriggio precedente alla squalifica, inoltre, il parlamento ucraino aveva espresso sostegno all’atleta, approvando una risoluzione in suo favore con 268 voti.

«La Russia viola costantemente i principi olimpici», ha proseguito il presidente, ricordando che 660 atleti e allenatori ucraini sono stati uccisi dall’inizio dell’invasione. «Siamo orgogliosi di Vladyslav e di ciò che ha fatto. Avere coraggio vale molto più di qualsiasi medaglia»