Esclusiva

Febbraio 13 2026
Cricket, l’Italia fa la storia
battuto il Nepal a Mumbai

La nazionale conquista la sua prima vittoria ai Mondiali. I fratelli Mosca protagonisti della storica impresa

Quando l’Italia ha segnato i punti decisivi per conquistare la sua prima vittoria in un T20 World Cup di cricket, il silenzio è calato sul Wankhede Stadium di Mumbai, in India. Non che fosse del tutto imprevisto, ma il modo in cui è arrivata la vittoria ha sorpreso migliaia di tifosi nepalesi. La ragione di quel silenzio erano i battitori Anthony e Justin Mosca, fratelli di 34 e 31 anni che nel secondo inning hanno resistito per 100 lanci ai battitori nepalesi, segnando 124 runs in due senza mai essere eliminati.

Si tratta della prima partecipazione italiana nella storia dei Mondiali di cricket e dei primi due punti conquistati dalla nazionale, che seguono la sconfitta subita lunedì 9 febbraio a Calcutta contro la Scozia. Gli azzurri hanno battuto una squadra di grande talento, undici posizioni avanti a loro nel ranking mondiale e composta in gran parte da giocatori locali.

Una storia contrapposta a quella della nazionale azzurra, dove i giocatori migliori sono australiani e sudafricani con radici italiane, discendenti di chi era partito in cerca di fortuna, ma anche emigrati dal Sud Est asiatico arrivati in Italia negli ultimi decenni.

Gli eroici Mosca appartengono al primo gruppo: cresciuti a Sydney in una famiglia emigrata in Australia dopo la seconda guerra mondiale, Justin insegna educazione fisica in una scuola, mentre Anthony è docente di falegnameria in un centro per minori. I nonni paterni erano originari di Assergi, un piccolo borgo abruzzese ai piedi del Gran Sasso, quelli materni della Calabria. Al termine della gara, dopo un urlo liberatorio, Justin ha abbracciato il fratello maggiore, esausto, con la testa appoggiata sulla sua spalla. È l’immagine della vittoria italiana.

La seconda istantanea da salvare sono le lacrime in tribuna di Simone Gambino, co-fondatore della Federazione Cricket Italiana e presidente dal 1986 al 2016. Accanto a lui, due tifosi di eccezione: Alphonsus Jayarajah, detto Alfonso, il primo capitano dell’Italia, nato in Sri Lanka, e poi Kabir Bedi, l’attore indiano che ha interpretato Sandokan in una fortunata serie prodotta dalla Rai nel 1976.

Bedi, che ora vive a Mumbai ma non ha sciolto i suoi legami con l’Italia, ha risposto a un invito di Simone Gambino ed è arrivato allo stadio in compagnia di sua moglie. Alla luce del risultato, Gambino ha scherzato sui social: «Forse sarebbe il caso che Sandokan fosse presente anche alle prossime partite».

Dopo la netta vittoria di ieri per dieci wicket, lunedì prossimo l’Italia se la vedrà con l’Inghilterra, il paese in cui tutto ebbe inizio. Comunque andrà, il 12 febbraio resterà una data da ricordare. Il giorno in cui la storia ha bussato al cricket italiano e i fratelli Mosca le hanno aperto la porta.