Esclusiva

Marzo 4 2026
“Sulle orme di Lucia”
la tradizione siciliana arriva a Roma

I siciliani vivono la festa nella chiesa di Santa Maria Odigitria nel centro della Capitale

Da una piccola porta socchiusa in via del Tritone a Roma il dialetto siciliano si mischia all’odore di incenso. È la chiesa di Santa Maria Odigitria, dove gli abitanti dell’isola non solo vanno a messa, ma trovano le radici della propria terra nella Capitale. Un luogo che tradotto dal greco significa “Colei che indica la via”, e proprio il 26 febbraio è stata l’occasione per ripercorrere la storia di Santa Lucia, la Santa protettrice di Siracusa, con la presentazione del libro “Sulle orme di Lucia – per essere testimoni credibili”.

Il volume è stato scritto dai giornalisti Salvatore Di Salvo e Alessandro Ricupero, con trentotto testimonianze del viaggio della Santa nel 2024. Un pellegrinaggio delle reliquie partito da Venezia alla Sicilia tra 14 e il 30 dicembre. Un ritorno del corpo alla sua terra natale per incontrare le spoglie della cugina Agata, patrona di Catania.

La storia della Santa però inizia molto prima, nel IV secolo, quando la madre malata guarisce grazie a un miracolo. Da quel momento la donna promessa in sposa dona la vita a Dio e ai poveri. Le leggende sorte intorno alla sua figura di martire la rendono protettrice della vista perché si sarebbe strappata gli occhi per fuggire alle insistenze di un crudele pagano.

«Le figure dei santi parlano ancora a tutti. Pur avendo vissuto il loro tempo storico, sono uomini e donne attuali»: così la moderatrice Vania De Luca presenta i relatori, invitando il Cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, di parlare del segreto della santità in Lucia.

"Sulle orme di Lucia” <br> la tradizione siciliana arriva a Roma

«Ero piccolo e ricordo che nella chiesetta del mio paese in Salento si allestiva la novena per la festa di S. Lucia. Ero un chierichetto, ma dopo la messa scappavo a casa di mia zia mangiare latradizionale cioccolata. Ecco, per me il ricordo della festa è legato a quel sapore lì», dice con commozione il Cardinale.

Presenti anche l’attrice Alexandra Celi e Vincenzo Morgante, direttore di TV2000 e InBlu Radio. «La fede è radicata anche in cucina – spiega il giornalista – Il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, nelle case palermitane si prepara la cuccìa, piatto a base di grano bollito e ricotta o crema di latte, le arancine e le panelle: pietanze semplici e povere adesso di gran moda come cibo da strada».

Il centro dell’incontro nella chiesetta romana sta però nell’essenza di Lucia: «Le testimonianze di laici e religiosi, raccolte nei mesi, fanno capire quanto cuore c’è in questo lavoro – conclude lo scrittore Di Salvo lo stesso che Lucia metteva nella sua vita e che chiede di fare nella nostra. Per questo abbiamo scritto il libro, per conservare la memoria e il ritorno di una delle Sante più celebri in Sicilia e nel mondo».

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