Esclusiva

Dicembre 15 2025.
 
Ultimo aggiornamento: Dicembre 16 2025
«La camorra fa schifo come tutte le mafie»

Un film che racconta la conquista del potere criminale sullo sfondo di Napoli

Presentato in anteprima all’Auditorium di Caserta il 13 dicembre, Apocalis’Napoli di Enzo Morzillo racconta una città sospesa tra criminalità organizzata e istituzioni, attraverso una narrazione corale fatta di potere, tradimenti e lotta per il controllo del territorio.

Sole, mare e Vesuvio fanno da sfondo a una Napoli oscura e complessa, segnata da giochi di potere e alleanze sotterranee. Apocalis’Napoli, lungometraggio diretto da Enzo Morzillo, racconta una realtà in cui camorra e Stato si muovono simultaneamente, spesso confondendo i propri confini. Al centro della storia ci sono Regina, figura femminile forte e ambiziosa costretta a difendere il proprio ruolo all’interno della criminalità organizzata, e Ciro, un uomo che tenta di allontanarsi dal passato ma che è costretto a tornare sui suoi passi per vendicare l’uccisione del padre e del fratello.

La pellicola disegna un sistema criminale strutturato e gerarchico. In questo meccanismo, lo Stato e la camorra non si combattono apertamente, ma collaborano in silenzio per il controllo degli affari e dei clan. A incarnare questa ambiguità è il commissario di polizia, figura chiave del film, che si colloca simbolicamente al vertice della piramide del potere, comunicando le proprie volontà ai capi dei clan. Più in basso si muovono i boss, responsabili della gestione degli affari illeciti e del controllo del territorio, mentre alla base si trovano gli affiliati, incaricati del cosiddetto “lavoro sporco”.

L’identità napoletana è molto presente all’interno della pellicola, a partire dai dialoghi. Le conversazioni sono interamente in dialetto, a voler sottolineare la stretta appartenenza al territorio partenopeo. Questo aspetto è rafforzato ulteriormente dalla valorizzazione del territorio campano. Le scene girate tra Napoli, Caserta e Caserta Vecchia valorizzano luoghi simbolici della Campania, come l’architettura medievale della Chiesa del borgo di Caserta Vecchia, che diventa parte integrante della narrazione.

Il titolo molto impattante non coincide con la storia del film: «Ho scelto questo titolo per quello che succede all’interno della storia. É una vicenda fatta di complotti, tradimenti e intrecci di storie. L’apocalisse non vuole raccontare la distruzione, vuole raccontare la sceneggiatura» dice il regista Enzo Morzillo durante la presentazione del film, raccontando al pubblico le intenzioni alla base del progetto.

Il messaggio che vuole trasmettere è uno: la camorra rappresenta una piaga criminale. L’obiettivo non è quello di rappresentare «una storia di violenza e cattiveria», piuttosto raccontare le dinamiche di potere in modo molto leggero. 

Tema centrale è anche la rappresentazione dell’ascesa femminile in campo camorristico. «Oggi la donna ha un ruolo fondamentale. Prima, nell’immaginario collettivo, il gioco di potere era solo degli uomini. Ad oggi, non è più così. Non inserire donne con ruoli considerevoli sarebbe stato non raccontare la realtà». In Apocalis’Napoli i personaggi femminili sono molto teatrali e leggeri, sebbene lottino duramente per raggiungere i propri obiettivi.

Il lungometraggio non è il primo lavoro di Enzo Morzillo. Nel 2025, il suo cortometraggio L’ultima scommessa, disponibile su Amazon Prime Video, ha affrontato il tema della ludopatia tra fortuna e disperazione. Sulla scia di questo progetto, anche Apocalis arriverà sulla stessa piattaforma, e sarà seguito da una serie che approfondirà gli eventi narrati.

Attraverso una narrazione che intreccia attualità e finzione, Apocalis’Napoli restituisce un ritratto crudo ma consapevole di un sistema criminale ancora difficile da sradicare. Corruzione, omicidi ed estorsioni emergono come elementi strutturali di una realtà che continua a segnare profondamente il Paese. Il film invita lo spettatore a riflettere su queste dinamiche, riportando l’attenzione su una lotta che, oggi come ieri, resta aperta.