Esclusiva

Dicembre 26 2025.
 
Ultimo aggiornamento: Gennaio 4 2026
I nuovi patrioti di “Remigrazione e Riconquista”

Il Comitato, nato da diverse realtà politiche di ultadestra, accende le piazze italiane, tra critiche e accuse

«Dal punto di vista concettuale, si deve innanzitutto affermare il principio che non esiste un “diritto di migrare”, inteso come il diritto di una persona di allontanarsi dalla propria Nazione di origine per stabilirsi in un’altra»: così recita il punto due del documento programmatico di “Remigrazione e Riconquista”, comitato nato da quattro realtà fondatrici, CasaPound, Rete dei Patrioti, VFS e Brescia ai Bresciani.  

Il Comitato ha conosciuto una rapida diffusione mediatica e ciò lo ha spinto a organizzare manifestazioni e presentazioni in diverse città italiane, come Brescia, Trieste, L’Aquila e Roma. La volontà è chiara: difendere l’identità italiana attraverso «il controllo dei flussi migratori, l’espulsione degli irregolari e l’introduzione dell’istituto giuridico della “remigrazione”». Sul loro sito, si legge che la remigrazione è «un programma volontario rivolto a cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, finalizzato a promuovere il rientro assistito nei paesi d’origine e favorire il reinserimento economico e sociale nei territori di provenienza».  

La proposta strizza l’occhio a realtà politiche e sociali di estrema destra, facendo leva su dei presunti collegamenti tra criminalità, immigrazione, perdita dell’identità nazionale e «mafia antifascista». In particolare, il Comitato sfrutta i temi caldi del dibattito pubblico, come le violenze sessuali, per suscitare indignazione e normalizzare la loro proposta.  

I nuovi patrioti di "Remigrazione e Riconquista"
Striscione del comitato Remigrazione e Riconquista esposto a Gambolò (PV) 

Il movimento non si presenta come un mero spazio di condivisione della stessa ideologia, ma ha un obiettivo concreto: portare in Parlamento la propria iniziativa di legge popolare, che dovrebbe favorire il recupero dell’identità italiana e garantire la sicurezza nelle città. Questa prospettiva nazionalistica si inserisce nella più ampia «ondata di riflusso della democrazia», espressione coniata dal politologo Huntington per descrivere la tendenza globale, nel nuovo millennio, all’indebolimento degli istituti democratici, favorito da populismi e crisi economiche. 

Il terreno è fertile: in Europa e nel resto del mondo soggetti politici e istituzionali con caratteristiche illiberali stanno acquisendo sempre più rilevanza. Gli esempi più immediati sono il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, con la sua promessa elettorale della “mass deportation”, e il partito AfD in Germania, caratterizzato da posizioni antidemocratiche, islamofobe ed euroscettiche. 

Molti dei followers della pagina Instagram di Remigrazione e Riconquista sono giovani. I commenti sotto i post, principalmente cuori neri e bandiere italiane, mostrano che, almeno a livello mediatico, il Comitato funziona, nel senso che riesce a intercettare un determinato malcontento popolare, diffuso e trasversale.   

I nuovi patrioti di "Remigrazione e Riconquista"
Manifestazione del comitato Remigrazione e Riconquista a Varese 

Il tema dell’immigrazione non è una novità del dibattito pubblico e nel discorso filosofico. Kant, nel terzo articolo definitivo della sua opera Per la pace perpetua, delinea un diritto cosmopolitico, per cui ogni essere umano, in quanto tale, può visitare ogni angolo del mondo.  Spesso descritto come idealista, il filosofo tedesco aveva già evidenziato diverse problematiche legate a tale diritto, affermando anche la possibilità di un rimpatrio, seppur «senza danno», per lo straniero.  

Proprio quando l’equilibrio tra il diritto di migrare, il dovere di ospitalità e gli interessi nazionali fallisce, le proposte come quelle del Comitato trovano il proprio spazio vitale, specialmente in periodi di crisi economica e debolezza delle istituzioni liberal-democratiche.