Esclusiva

Gennaio 26 2026
Operazione Z, armi al fronte
le donazioni europee alla Russia

Nella chat Telegram, campagne di crowdfunding militare e minacce a Giorgia Meloni. Gli admin sostengono di aver raccolto fondi dall’Italia

I soldi arrivano anche da paesi dell’Unione Europea, nonostante le sanzioni contro Mosca: servono ad acquistare droni, proiettili e mirini. Le istruzioni per donare vengono diffuse via Telegram, in gruppi che traboccano di filorussi. Nel canale “Operazione Z”, che conta un milione e mezzo di iscritti, interagiscono anche molti utenti in lingua italiana: «il popolo italiano ama il popolo russo; la maggioranza degli italiani considera il popolo russo come fratelli e sorelle; lunga vita alla Madre Russia». 

La chat è gestita da Primavera russa, un sito di controinformazione con una presenza consolidata nel panorama mediatico nazionale: nel 2022 la testata investigativa Meduza lo ha definito «uno dei più grandi organi di propaganda che coprono la guerra in Ucraina». Il portale è in funzione dal 2014 ma con l’invasione dell’Ucraina ha intensificato l’attività. Il lavoro svolto sul campo – attraverso una rete di corrispondenti di guerra – è valso alla redazione attestati di merito e riconoscimenti dalle autorità che amministrano le zone occupate dall’esercito in Donbass (come la Repubblica popolare del Donetsk, Stato non riconosciuto da gran parte della comunità internazionale).

Attraverso il gruppo Telegram Primavera russa promuove raccolte fondi per armi ed equipaggiamento dual-use (vale a dire con potenziali impieghi sia in ambito civile che militare): fucili anti-drone, munizioni, silenziatori, giubbotti di protezione, componentistica per ordigni, batterie, strumentazione satellitare e generatori. I corrispondenti pubblicano a cadenza quotidiana video in cui i soldati, impegnati al fronte, ringraziano i lettori per il sostegno e mostrano gli articoli acquistati (spesso ancora inscatolati o avvolti nella confezione). Gli amministratori – di cui non si conosce l’identità – invitano a donare: «Continuiamo a raccogliere risorse per l’attrezzatura necessaria». In ciascun post vengono riportate le coordinate per bonifici e operazioni bancarie.

Operazione Z, armi al fronte <br> le donazioni europee alla Russia
L’immagine è stata manipolata con l’intelligenza artificiale per rimuovere loghi, qr code e link d’accesso al canale Telegram

In Russia, tra le pieghe dell’economia di guerra, è maturato un ecosistema di enti e associazioni che organizzano campagne di crowdfunding militare. Primavera russa si distingue perché il sito è proiettato oltreconfine. Infatti oltre ai sistemi di pagamento tradizionali accetta anche versamenti in criptovalute: «Per i trasferimenti dall’estero, utilizzare i portafogli Bitcoin, Ethereum e Monero». Con le sanzioni all’attivo è uno dei canali attraverso cui far passare il denaro.

Esplorando la blockchain – una sorta di registro pubblico che tiene traccia di tutti i movimenti in valuta digitale – con Etherscan, software di ricerca e analisi, Zeta Luiss ha verificato che a ogni accredito sui conti riconducibili al portale segue una transazione in uscita, grossomodo della stessa entità. Le cifre variano da 50.000 a poche decine di dollari. Ma le monete digitali non viaggiano verso un’unica destinazione: i wallet che incassano i soldi delle donazioni effettuano trasferimenti verso più indirizzi. Ciascun beneficiario poi replica lo schema, intessendo un groviglio inestricabile di codici e numeretti.   

Il conto che ha ricevuto più soldi dal sito vanta uno storico di 13.000 operazioni (in appena 164 giorni), con cui ha smosso decine di milioni di dollari. Procedendo lungo la catena dei pagamenti, di maggior beneficiario in maggior beneficiario, le somme si ingrossano e i soldi transitati sul wallet di Primavera russa si perdono in un fiume di denaro, che sfocia in conti detenuti presso grandi piattaforme come Bitget – un portafoglio della filiera ci scarica 26 milioni – od OKX. Sono exchange, i cambiavalute dell’universo cripto, dove potrebbe essere realizzata la conversione (e poi l’eventuale ritiro).

«Negli ultimi anni, lo stesso schema è stato riscontrato in altri Stati sottoposti a sanzioni o ritenuti ostili» spiega a Zeta Luiss Gianluca Comandini, imprenditore e docente universitario che fa parte della task force ministeriale “Blockchain”: «In contesti come quello iraniano durante l’embargo le criptovalute non sono state utilizzate solo per raccogliere fondi dall’estero, ma anche come strumento per far uscire valore dal Paese aggirando i canali finanziari tradizionali, attraverso una frammentazione delle transazioni e il passaggio in wallet ad alta attività».

È complesso risalire alle identità che si celano dietro queste cifre; gli exchange, in potenza una porta d’accesso a dati più tangibili, sono vincolati da accordi di privacy con i clienti. Per i trasferimenti in Monero non si può neppure ricostruire la traiettoria dei flussi (come con Bitcoin o Ethereum), perché l’algoritmo di questa valuta digitale offusca l’indirizzo del mittente, del destinatario e l’importo della transazione. Però nel canale Telegram di Primavera russa intervengono utenti che chiedono istruzioni su come donare dall’Unione Europea: «Come trasferire dalla Germania?»; «Sono ceco. Vivo nella Repubblica Ceca. Come posso inviare una donazione?»; «Come aiutare dall’UE?».

Inoltre in diverse occasioni la redazione ha ringraziato pubblicamente lettori dalla Germania, dall’Irlanda e dalla Bulgaria «per l’aiuto». In un gruppo collegato a Operazione Z, il “Fronte tecnologico di Primavera russa”, gli amministratori hanno rivendicato di poter contare su una rete globale di attivisti e sostenitori: «Con Vladimir dall’Irlanda abbiamo già trasferito periodicamente l’equipaggiamento necessario ai soldati per circa 2 anni. Per il supporto e l’aiuto non ci sono confini, nemmeno territoriali. Inoltre, abbiamo assistenti permanenti dagli Stati Uniti e dalla Germania. Sapete, durante l’operazione militare speciale [il termine con cui il governo russo definisce l’invasione dell’Ucraina, ndr] abbiamo potuto contribuire a trasferire l’aiuto da persone interessate di Cina, Canada, Regno Unito, Bahrein, Moldavia, Bulgaria, Serbia, Corea del Sud e Italia. Ricordate, i nostri uomini sono ovunque».

Operazione Z, armi al fronte <br> le donazioni europee alla Russia

Oltre a sponsorizzare le raccolte fondi, nella chat principale gli admin rilanciano notizie funzionali alla propaganda del regime di Putin sugli eventi bellici. L’organo, che monitora con attenzione la politica italiana, riprende molte dichiarazioni di Matteo Salvini. In un post il leader della Lega viene definito «Vicepremier italiano pro-russo». Gli utenti che affollano la sezione commenti si accaniscono contro Giorgia Meloni con epiteti sessisti e violenti. Fanno allusioni sessuali sul suo rapporto con Trump e Zelensky, la accusano di essere una tossicodipendente («Basta toglierle la cocaina e firmerà qualsiasi cosa, persino lo smembramento dell’Italia»; «Ma questa tossica decide davvero qualcosa»).

Un lettore con il nickname italiano scrive che dovrebbero impiccarla e picchiarla a bastonate (insieme a Ursula Von Der Leyen e ad altre donne europee di potere), «come con i cani rabbiosi». C’è persino chi propone di «Affogare nel lardo fino alla morte» il Ministro della Difesa Guido Crosetto. Esprimendosi sull’ipotesi che il governo possa schierare soldati in Ucraina un altro utente minaccia i militari italiani: «Li uccideremo». Gli ucraini vengono derisi e disumanizzati: «Maialini stupidi»; «Dimenticate le nostre terre e rallegratevi che avete ancora qualcosa»; «Lasciate che […] vivano come zingari senza radici»; «Bastardi ucraini»; «Bisogna continuare a staccare la corrente, saranno più collaborativi [nel commento si accenna agli attacchi dell’esercito russo contro le centrali elettriche, ndr]»; «Uccideteli tutti indiscriminatamente».

Fioccano gli insulti in lingua italiana a Meloni, Antonio Tajani e Salvini, che viene dipinto come un opportunista (al netto delle esternazioni filo-russe o presunte tali, è questo il leitmotiv delle critiche, al momento decisivo tende sempre ad allinearsi con l’orientamento dettato dalla premier). Due utenti che si presentano come elettori del Carroccio – «Il partito per cui voto in Italia è la Lega»; «Voto per lui [Salvini, ndr] ad ogni elezione parlamentare» – provano a difenderlo. Il primo spiega che «Salvini è un russofilo, come la maggior parte degli italiani. Il secondo ricorda che «Molti anni fa è venuto a Mosca con una maglietta di Putin». Con una nota conclusiva: «Zelensky merita la prigione».