Esclusiva

Febbraio 10 2026
«Un reboot, una rivisitazione, un sequel spirituale»: Anaconda è al cinema

Il film diretto da Tom Gormican è nelle sale italiane dal 5 febbraio

Due migliori amici appassionati di cinema, il desiderio di girare il reboot di un classico del genere horror e un gigantesco serpente intenzionato a mangiarli. Sono gli elementi di base di Anaconda, film ispirato all’omonima pellicola del 1997, nelle sale italiane dal 5 febbraio 2026.

Dough (Jack Black), regista di horror mancato che passa le sue giornate a girare video di matrimoni, e Griff (Paul Rudd), attore che non riesce a ottenere nuovi ruoli, sono amici fin dall’infanzia e hanno sempre desiderato realizzare un film insieme. Sembra un sogno destinato a non avverarsi mai, fino a quando Griff non rivela di avere acquisito i diritti di Anaconda, film di cui entrambi e gli altri componenti del loro gruppo di amici, Kenny (Steve Zahn) e Claire (Thandiwe Newton), sono grandi fan. La pellicola originale è un horror e narra la storia di una troupe televisiva giunta in Amazzonia per girare un documentario che si ritrova a dover sopravvivere all’attacco del temibile rettile; la nuova versione che i quattro amici intendono realizzare è «un reboot, una rivisitazione, un sequel spirituale», come i personaggi la descrivono.

Anaconda non abbatte la quarta parete solo perché non l’ha mai eretta. Sin dalla prima scena con Dough, il film diretto da Tom Gormican centra il tema del metacinema che accompagnerà tutta la storia mentre i protagonisti dovranno scrivere il copione, trovare i fondi e girare l’opera confrontandosi con le sfide che la loro vita e la natura selvaggia gli presenteranno. I temi che i personaggi scelgono di trattare nel loro film si vedono in Anaconda e quello che succede ai quattro amici influenza cambiamenti di trama nel progetto.

Negli ultimi anni in sala sono arrivati molti seguiti e rifacimenti di opere del passato, Anaconda si immette in questo popolato filone, ma riesce a farlo con originalità, senza prendersi troppo sul serio: Sony Pictures, che ha prodotto il film, scherza su se stessa all’interno della pellicola.

«Un reboot, una rivisitazione, un sequel spirituale»: Anaconda è al cinema
La locandina italiana del film

Il film cattura lo spettatore dando ai suoi personaggi un desiderio che potrebbe condividere con il pubblico in sala, avere la possibilità di rigirare il proprio film preferito, e poi mantiene la sua attenzione mostrandogli la dura realtà che cerca di fermare quel sogno e le possibilità che ci sono per poterlo realizzare lo stesso.

I 100 minuti di visione passano tra risate, lacrime e sorprese, non ci sono momenti morti, ma qualche minuto in più avrebbe potuto aiutare a gestire meglio il passaggio tra alcune scene e tra il giorno e la notte. Sebbene il film segua molti degli scenari tipici del genere, riesce a proporre dei colpi di scena: nella trama, ribaltando le aspettative, come all’inizio quando viene evitato di generare tensione per un conflitto in famiglia facendo vedere la moglie di Dough che incoraggia il marito a seguire il suo sogno e partire, ma anche nella colonna sonora.

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L’appassionato del film del 1997 lascerà la sala soddisfatto, ma anche una famiglia o uno spettatore incuriosito dal cast potranno apprezzare l’opera, anche se per cogliere tutti i riferimenti è consigliabile conoscere la storia che ha dato il via al franchise.