La Galleria Novecento di Palazzo Sarcinelli, a Conegliano, ospita dal 14 febbraio all’8 marzo 2026 la mostra Woman Popvision dell’artista e musicista Sasha Torrisi. Tema centrale dell’esposizione è la figura femminile, raccontata in un viaggio tra identità, libertà ed emancipazione.
Colori fluo spuntano dai muri bianchi delle sale della Galleria Novecento. Ci sono le Gemelle Kessler, vestite in frac e cappello; c’è Raffaella Carrà in un primo piano teatrale, ma anche Tracey Jones su uno sfondo zebrato e rossetto rosso, icona glam degli anni Ottanta.

«Un universo femminile che esplora le varie sfaccettature della donna», afferma Valentina Vendrame, curatrice dell’evento, con un sorriso smagliante e un piglio frizzante. «Sguardo e identità, ma anche un viaggio verso la libertà femminile, sono i temi su cui si sviluppa il lavoro dell’artista».
Non solo icone dell’immaginario collettivo: le figure di Torrisi includono anche soggetti come Orelle, la ragazza flower power con una chitarra in mano, e Dreaming Girl, con una frangetta alla Tokyo che guarda lo spettatore dritto negli occhi, ma anche una Blue Marilyn dal naso a punta e dal sorriso beffardo, evidente omaggio a Marilyn Monroe.

La curatrice spiega che «i dipinti al buio vibrano»: la luce cala e gli spettatori, muniti di una piccola torcia LED, illuminano i tre dipinti della collezione Woman Freedom. Una donna con il velo, una che serve sushi e un’altra, dalla pelle giallo fluorescente, che tiene tra le bacchette un nigiri. «È una tecnica particolare», spiega Vendrame, «con la luce di Wood i colori risaltano al buio».
Sono colori cangianti quelli di Torrisi: un tratto deciso di nero definisce le forme, mentre tinte matt e brillanti riempiono le tele. «L’artista si pone l’obiettivo di offrire allo spettatore un viaggio esperienziale tra identità, libertà e scoperta».

La mostra, inaugurata nel giorno di San Valentino, durerà fino alla Festa della Donna: «Le date sono state scelte come ulteriore omaggio alla figura femminile», conclude la curatrice. Il percorso si chiude con un dipinto dedicato alla città di Conegliano, intitolato Prosecco: una donna con un vestito bianco, un cappello blu e un flûte di bollicine in mano.