Solo quindici gli artisti in gara in questo mercoledì sanremese. Lasciamo da parte i mazzi di fiori per prendere in mano un mazzo di carte: i promossi, i bocciati e le sorprese della seconda serata.
L’ASSO
La platea dell’Ariston in piedi. L’emozione per il ricordo della tragedia di Crans Montana. L’intreccio della voce di Lauro con quella della soprano Valentina Gargano, contro lo sfondo buio del palco. «Per noi era un dovere – dice il cantante romano subito dopo aver cantato Perdutamente – pensare di aver fatto del bene anche ad una sola persona». L’esibizione del co-conduttore della seconda serata è il momento cinema, la quota che non fa rimpiangere l’assenza di ospiti internazionali, un ulteriore consacrazione artistica. E fa bene anche a Sanremo.
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IL RE
Negli anni che precedettero la Rivoluzione francese, alla morte di un sovrano seguiva il motto: «il re è morto, viva il re!». Stasera i re sono morti, viva le Bambole di Pezza. Il mercoledì sanremese è un trionfo al femminile, in cui la prima band rock composta da sole donne a partecipare al Festival in 76 anni di storia diventa protagonista. Salgono sul palco con un’energia che non è punk da discount, ma il risultato di quasi trent’anni di carriera che a Sanremo diventa popolare senza svendersi.

LA REGINA
Che esca per prima o per ultima, il risultato non cambia. Ditonellapiaga conferma che il suo ingresso nella top 5 della prima serata non è stato un caso. Che fastidio!, sì ma per gli altri, la sua imprevedibilità, come quando all’improvviso il suo brano salta da un beat incalzante alla bossa nova, il suo modo di stare su un palco che approccia con il rispetto per la tradizione sanremese e la voglia di smontare i cliché.

IL JOLLY
La scomparsa degli arbre magique dalla coreografia si fa sentire, ma il clima da Festivalbar sopravvive. «Grande festa, piscina, è meraviglioso», saluta l’ex 883 dalla Costa Toscana. Il medley dei grandi classici Nord Sud Ovest Est e Tieni il tempo dentro un saloon improvvisato, tra cactus e cappelli da cowboy nel mezzo del Mar Ligure, è un lampo surreale per defibrillare una serata che rischiava di scivolare nel coma.

IL DUE DI PICCHE
Il suo mercoledì inizia male e finisce peggio. Alle pezze messe per giustificare lo share in calo, si aggiungono le gaffe sul palco: manda via le Bambole di Pezza senza fiori dopo l’esibizione, saluta l’olimpionica Francesca Lollobrigida come niente più che una «mamma d’oro», prima di impallare nell’inquadratura l’atleta del curling paralimpico Giuliana Turra. Nervoso. La presenza di Lillo e Pilar Fogliati limita i danni, in una serata che, temiamo, non passerà alla storia del Festival.
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