«Conosco Arisa da quando ancora era solo Rosalba»: Giuseppe Barbera sorride e per un attimo i suoi occhi diventano lucidi. Mentre ripercorre con la mente la prima esibizione della cantante al Festival di Sanremo 2026, le sue mani si muovono come se stessero ancora seguendo il ritmo della musica. Il 24 febbraio, sul podio dell’Ariston, ha dovuto stringere i denti per non cedere all’emozione. Sentiva in cuffia il respiro e la voce, un’intensità che per un attimo ha rischiato di distrarlo dalla partitura.
Barbera, per tutti “Gioni” da quando Mogol gli ha cucito addosso questo nome, è il direttore d’orchestra di Arisa. La canzone in gara, Magica Favola, ha subito convinto la sala stampa, piazzandosi nella top 5 degli artisti più votati nella serata inaugurale. Un successo confermato nella terza serata, quando i voti della giuria delle radio e del pubblico a casa l’hanno nuovamente collocata tra i primi cinque.
Pianista palermitano cresciuto a Messina e diplomato con lode al Conservatorio “Arcangelo Corelli”, il maestro conosce bene la pressione del Festival. «Sono già stato qui nel 2016, sempre con Arisa, con il brano Guardando il cielo».
Le loro vite si incrociano nei primi anni Duemila al Centro Europeo Toscolano (Cet), l’accademia musicale fondata da Mogol ad Avigliano Umbro, dove dal 1996 il musicista è coordinatore e docente. Inviato in Basilicata per valutare i candidati alle borse di studio regionali, si trova davanti una ragazza dal timbro inconfondibile. «Sin dal primo momento mi colpì in un modo che non so spiegare a parole», ricorda oggi. Sulla cartellina di valutazione scrive solo due parole destinate ai suoi colleghi: «Molto interessante».
Quella ragazza si chiama Rosalba Pippa. Il parere della commissione è unanime e la giovane allieva entra al Cet. Lì gli studenti vivono in comune, condividendo spazi ed esperienze «un po’ come in un college americano». Al Cet Rosalba conosce Giuseppe Anastasi, docente di metrica musicale e storia della canzone. Con lui inizia un percorso che la porterà a debuttare nel 2008 con Sincerità. «Fu lei stessa, al Cet, a chiedermi “Giuseppe, ti piacerebbe suonare il pianoforte per me?”. Come avrei mai potuto rifiutare una proposta simile? Da lì è partita questa nostra storia che non si è più interrotta».
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Dietro i tre minuti e trenta di esibizione sul palco dell’Ariston c’è un apparato tecnico che deve incastrarsi alla perfezione. Magica Favola – prodotto dai Mamakass e scritto dallo stesso Anastasi con il cantautore Galeffi – anticipa il nuovo disco in uscita ad aprile. Barbera racconta di aver studiato le partiture di ogni singolo strumento prima di sbarcare in Riviera.
«La figura del direttore è molto importante, soprattutto durante le prove. Quest’anno ne abbiamo fatte quattro». Il vero lavoro si svolge a riflettori spenti, nel dialogo continuo tra il podio, l’orchestra e la regia audio. «La squadra quest’anno sta funzionando molto bene. Quando il pubblico a casa vede e ascolta il cantante che esegue il brano non può nemmeno immaginarsi tutto ciò che c’è dietro».
A dieci anni dal loro primo Sanremo insieme, il rapporto tra Barbera e Arisa vive di una sintonia spontanea. «Rosalba è una persona meravigliosa, schietta, diretta. Le dico sempre di contare fino a tre prima di dire qualcosa», dice sorridendo. La descrive come una professionista istintiva, che non si risparmia mai. «Ha il fuoco dentro. Mette il cuore in tutto quello che fa. Anche quando c’è da arrabbiarsi, lo fa con passione».
Sul palco, questa intesa prende forma nota dopo nota. Ma durante l’esecuzione del brano l’emozione diventa troppo forte. «Ero concentrato a guardare l’orchestra e a supportare lei. Ad un certo punto, però, ho fatto fatica a trattenere la commozione. Sentirla cantare in cuffia con quel trasporto e con quella potenza è stata davvero una “magica favola”, e sono contento che tutto questo sia arrivato anche al pubblico».