Esclusiva

Marzo 1 2026.
 
Ultimo aggiornamento: Marzo 2 2026
Buon compleanno Bieber
Il re Mida del pop

Attraverso nuovi sodalizi artistici, la star canadese si riscopre kingmaker del genere

Trentadue anni appena compiuti, di cui quasi venti di carriera. Idolo teen, prima, e ora figura riservata e carismatica che lancia trend. Anche quando non è lui a cantare, Justin Bieber contribuisce a definire chi può arrivare al centro del pop.

In questi anni ha venduto milioni di dischi, guidato tour mondiali e reso brani come Baby e Sorry pezzi culto della musica anni Duemila. Poi la diagnosi di sindrome di Ramsay Hunt, che gli ha causato una paralisi facciale e lo ha costretto a cancellare il Justice World Tour. Il suo nome riaffiora anche nel processo al rapper Sean “Diddy” Combs, tra vecchi video virali e speculazioni social che lo costringono a precisare di non essere tra le vittime e a spostare l’attenzione su chi è stato davvero danneggiato. Oggi che il corpo e l’immagine presentano il conto, Bieber sembra ridefinire il proprio ruolo.

E Swag, il suo settimo album uscito a sorpresa l’11 luglio 2025, ne è la prova. Ventuno tracce, un’ora scarsa di musica, ma soprattutto un laboratorio. Bieber include nel progetto autori e produttori meno conosciuti come Carter Lang e Eddie Benjamin, oltre ad altri già noti quali Daniel Caesar e Mk.gee. E poi c’è Dijon. L’artista americano – che tre anni prima aveva pubblicato il suo primo disco, Absolutely – entra in Swag come co-autore, co-produttore e seconda voce. Dijon arriva da un R&B sghembo, quasi anti-radiofonico. Eppure in successi del disco come YukonDaisiesThings You Do c’è il suo zampino. Bieber gli consegna le chiavi del suono e l’album debutta al secondo posto della Billboard Hot 100, primo ingresso per il produttore nella classifica.

Tre mesi dopo, l’artista 25enne Gabriel Jacoby pubblica gutta child, il suo EP d’esordio. Otto tracce che mescolano funk, hip-hop alla Andre 3000 degli OutKast, falsetto e bassi pesanti. Un magazine statunitense lo rilancia sui propri profili social: il post decolla e riceve like da migliaia di nuovi fan. Tra questi c’è anche Bieber che, in un giorno, inizia a seguirlo. Quello che nasce come un reciproco apprezzamento si trasforma in un invito nel compound, il complesso creativo della popstar canadese a Los Angeles. «Quando mi ha contattato, mi ha detto quanto fosse ispirato dalla mia musica e dall’estetica. Mi stava semplicemente dimostrando affetto. Non sono abituato a questo da parte di altri artisti, quindi è stato fantastico», racconta Jacoby a Yams Magazine.

Poi c’è la volta al bowling. Bieber posta i video su Instagram: canta Baby, la sua hit del 2010, mentre Gabriel Jacoby fa beatboxing. Non c’è ancora un singolo insieme – solo clip virali su TikTok e altri social – ma il gesto rimane, così come resta il talento del giovane artista del South Carolina.

Non è nuovo questo lato di Bieber. Nel 2011, una 26enne Carly Rae Jepsen pubblica Call Me Maybe dopo aver partecipato a Canadian Idol, un talent show simile a X Factor. Bieber la sente in radio, se ne innamora e la twitta ai suoi milioni di follower: il brano entra istantaneamente nel radar internazionale e conquista anche Selena Gomez, sua compagna dell’epoca. Qualche giorno dopo, i due, insieme a un gruppo di amici, girano un video lip-sync casalingo che supera il milione di visualizzazioni in 24 ore. Dietro le quinte lui e il suo manager si muovono: Jepsen finirà per firmare con Schoolboy Records, l’etichetta guidata proprio dalla popstar canadese.

Qualche anno dopo, nel 2016, Bieber sceglie Post Malone come artista d’apertura del suo Purpose Tour, quando l’artista texano ha all’attivo appena due singoli, White Iverson e Too Young. L’enorme visibilità ottenuta in quelle date spinge ancora di più il lancio del suo primo album, Stoney, nel quale compare anche un featuring con lo stesso Bieber.

Oggi vive più defilato: meno tour, più tempo insieme alla moglie Hailey e al figlio di quasi due anni, Jack Blues. Sembra interessato meno a occupare il centro del palco e più a sfruttare il proprio peso per spostare l’attenzione sugli altri. Intanto i suoi sodalizi iniziano a lasciare tracce misurabili: Dijon – che dopo Swag ha pubblicato il suo secondo album – è stato nominato Artista del 2025 da Pitchfork. Chissà se Gabriel Jacoby seguirà una traiettoria simile.