Esclusiva

Marzo 4 2026
A Roma il corteo nazionale contro il “ddl BongiorNO”

Centri antiviolenza, sindacati e associazioni in Piazza della Repubblica contro la modifica proposta dalla senatrice

« Non possiamo giocare con le parole. Sono in piazza per i diritti di tutte le donne per dire che non possiamo tornare indietro» dice con tono deciso Paola mentre tiene alto un cartellone rosa con scritto: «Senza consenso è sempre stupro!».

Intorno a lei migliaia di persone, di tutte le età, iniziano a riempire Piazza della Repubblica a Roma. Sono qui per manifestare contro il disegno di legge presentato dalla senatrice leghista Giulia Bongiorno lo scorso gennaio, sulla riqualificazione del reato di violenza sessuale.

A Roma il corteo nazionale contro il “ddl BongiorNO”

Paola viene da Milano e racconta a Zeta che, per arrivare al raduno, previsto per le 13, si è svegliata alle 4 del mattino: «Dura, ma era giusto esserci. Ci sono donne dai centri antiviolenza, donne che hanno subito violenza e hanno deciso di scendere in piazza», e aggiunge commossa « una signora di 80 anni, mi ha detto: sono qua per le mie nipoti».

Ad aprire il corteo un camion bianco con l’imponente striscione rosa «Per un mondo senza oppressioni, transfemminismo ovunque», guidando la folla fino a piazza San Giovanni in Laterano.Tra cori e musica, si sono dati appuntamento nella capitale sabato 28 febbraio 2026 in migliaia, guidate da «Consenso scelta libertà», collettivo nato per fermare il ddl, composto da diversi soggetti sociali da D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza) a Fondazione Una Nessuna Centromila, Amnesty International e Non una di meno.

A Roma il corteo nazionale contro il “ddl BongiorNO”

La mobilitazione arriva dopo mesi di presidi e contestazioni contro la proposta che mette al centro la “volontà contraria” e cancella il principio del “consenso libero e attuale”.

Mentre le attiviste intonano «Ma quale Stato, ma quale Dio: sul mio corpo decido io» Carla Quinto, avvocatessa responsabile dell’ufficio legale dell’organizzazione antiviolenza Be Free, commenta con Zeta: «La prima tappa è stato un presidio al Senato, poi una tappa intermedia, lo scorso 15 febbraio,  andata molto bene in più di 100 città italiane quindi il corteo nazionale».

Ha un megafono in mano e un fischietto al collo, la musica la costringe ad alzare la voce: «Ci teniamo a dire che è solo l’inizio di una mobilitazione permanente che continuerà fino a quando questo ddl buongiorno non verrà ritirato».

In una marea rosa, è il blu delle bandiere dei sindacati Uil a spiccare in mezzo alla gente. Rita Longobardi, segretaria generale Uil FPL Nazionale, rivendica la scelta della sua organizzazione di aderire all’iniziativa: «Siamo in piazza a manifestare contro un decreto che fa arretrare tutte noi donne rispetto ai nostri diritti». A fianco lei una donna stringe forte una scritta rosa su sfondo nero «Chi tace, non acconsente».

A Roma il corteo nazionale contro il “ddl BongiorNO”
Rita Longobardi, segretaria generale Uil FPL Nazionale

La musica non accenna ad abbassarsi quando la Longobardi ribadisce «Il consenso non può essere definito a priori, non è automatico o implicito, la libertà sessuale non può basarsi su una disponibilità presunta. Questa impostazione è un passo indietro e noi continueremo a far sentire la nostra voce».