Esclusiva

Marzo 4 2026
“Antigone”, libreria Lgbtq+ contro ogni esclusione

Una selezione di titoli che supera i limiti del mercato editoriale tradizionale e porta sullo scaffale contenuti scomodi

Tra murales colorati, serrande dipinte e tavolini dei bar affollati già dal primo pomeriggio, nel 2022 la libreria Antigone apre la sua seconda sede nel cuore di uno dei quartieri più animati di Roma: San Lorenzo, in via dei Piceni 1.

Sulla porta d’ingresso una scritta accoglie chi entra: «Aperto a tutte le persone: single, coppie, poliamorose, persone cis, trans e queer». All’interno, gli scaffali sono fitti: i libri arrivano da piccole case editrici indipendenti, mentre altri affrontano temi che di rado si trovano nelle grandi catene. 

«Alcuni libri si vendono solo qui perché le grandi librerie non hanno alcun vantaggio nell’esporre titoli come i nostri. È qui che avviene una prima censura: nella selezione di ciò che viene offerto al grande pubblico, di ciò che conviene — o non conviene — venga visto». Le parole di Marta Cotta, cofondatrice della sede romana della libreria. 

Fondata nel 2016 a Milano, nasce come spazio indipendente e specializzato. L’obiettivo, allora come oggi, è diffondere storie, culture e identità diverse. «La libreria non vuole essere una nicchia chiusa, ma uno luogo attraversato da chi vive il quartiere e da chi cerca Antigone per la sua specificità». 

"Antigone", libreria Lgbtq+ contro ogni esclusione

Uno luogo ricco di stimoli visivi e culturali che non passa inosservato, tra colori che richiamano la bandiera LGBTQIA+ e gadget di ogni tipo — spille, zaini, segnalibri — la libreria diventa un piacere anche per gli occhi. 

I piccoli dettagli contribuiscono a costruirne l’identità: un semplice contenitore di cartone posto all’entrata con dentro libri di ogni genere venduti al prezzo di “soli due euro” ha attirato l’attenzione di molti clienti, alcuni sono poi diventati frequentatori abituali. «Spesso torno qui anche solo per dare un’occhiata ai libri usati, li trovo molto interessanti», racconta una passante.

Il nome stesso rimanda alla figura tragica di Sofocle: Antigone, capace di “deformare” non solo le norme della sovranità politica, ma anche quelle del genere sessuale e della famiglia. Riprendendo le parole della filosofa Judith Butler, Antigone diventa l’eroina della sessualità incerta e delle famiglie non normative: un archetipo che continua a vivere e a essere reinterpretato ancora oggi dalla comunità LGBTQIA+.

Durante il pomeriggio, le conversazioni nascono spontaneamente tra i corridoi stretti della libreria: discussioni sull’educazione alle differenze, sulle relazioni affettive, sulla rappresentazione delle identità. «È un luogo importante anche per chi non fa parte della comunità queer», racconta una frequentatrice abituale. «Qui trovi punti di vista che altrove non incontri».

Eppure, spiegano dalla libreria, le polemiche più accese non riguardano i titoli LGBTQIA+. «Molte persone non evitano Antigone perché queer o femminista», osserva la cofondatrice. «Il problema, per alcuni, è il nostro posizionamento molto preciso sul genocidio, sulla Palestina e sulla colonizzazione israeliana».

Le discussioni proseguono spesso oltre l’orario di chiusura. La sera le sedie vengono spostate, lo spazio si riempie per presentazioni di libri, letture collettive e incontri pubblici. Qualcuno resta in piedi vicino all’ingresso, altri invece siedono sul pavimento. Il dibattito continua, per ore, sulla soglia o lungo la strada.