Esclusiva

Marzo 4 2026.
 
Ultimo aggiornamento: Marzo 6 2026
Storie e sapori del whisky

Nella Capitale arriva il “Roma Whisky Festival” due giornate per collezionisti e curiosi

Mensole stracolme di bottiglie di whisky allineate, una luce soffusa e decine di banconi di legno che ricordano le botti in rovere in cui matura il distillato. Da una raffinata produzione giapponese ricavata dai chicchi di riso a una varietà irlandese ottenuta da cereali coltivati sulle sponde dell’Atlantico, al Roma Whisky Festival, al Salone delle Fontane dal 28 febbraio al 1º marzo 2026, migliaia di appassionati hanno potuto scoprire e degustare un’ampia selezione di prodotti.

«In questa edizione abbiamo ospitato 65 espositori», racconta a Zeta Andrea Fofi, fondatore e organizzatore della manifestazione. «L’evento nasce nel 2011 e da sempre accoglie sia produttori italiani che stranieri. I visitatori possono trovare agli stand whisky canadesi e asiatici, oltre ai bourbon americani».

Storie e sapori del whisky
Storie e sapori del whisky

Patrick Gilley, sales manager della Clonakilty Distillery, è alla sua prima partecipazione al festival romano come rappresentante dell’azienda. «Il nostro marchio prende il nome dalla cittadina costiera di Clonakilty, nel sud dell’Irlanda. Una location unica affacciata sull’oceano Atlantico, dove l’orzo, cereale alla base del nostro distillato, cresce in terreni esposti ad aria e venti salmastri, acquisendo un sapore particolare e distintivo».

Gilley racconta che la sua famiglia vive e lavora su quella terra da oltre 300 anni e che la tutela dell’ambiente è parte integrante dell’identità aziendale. Clonakilty è un piccolo paese che d’estate attira numerosi turisti: nella baia arrivano ogni anno le balenottere minori per partorire. I dipendenti partecipano ogni mese alla pulizia delle spiagge locali e, per ogni bottiglia venduta, la distilleria devolve una parte del ricavato alla Whale and Dolphin Conservation, organizzazione impegnata nella protezione dei cetacei. Non a caso, il logo presente su tutte le etichette raffigura una coda di balena.

Storie e sapori del whisky

Il principale obiettivo dell’azienda è produrre whisky riducendo al minimo l’impatto ambientale: «Le nostre bottiglie sono realizzate con il 90% di vetro riciclato e l’energia impiegata proviene interamente da fonti rinnovabili». Un impegno concreto e una forte attenzione alla sostenibilità riconosciuti anche a livello internazionale: «Tre anni fa, ai World Whiskies Awards di Cannes, in Francia, abbiamo ricevuto il premio come distilleria più ecosostenibile del mondo», conclude Gilley con orgoglio prima di tornare verso il gruppo di visitatori che si è fermato davanti alle bottiglie esposte sul suo bancone.

Il festival, giunto alla sua quattordicesima edizione, «Non è rivolto ai grossisti o al mondo della distribuzione, ma si tratta di una manifestazione pensata per consumatori e appassionati che trovano qui l’opportunità di degustare i prodotti ai vari banchi d’assaggio. Negli ultimi anni si è registrato il ritorno di molti produttori italiani, piccole distillerie che stanno iniziando a realizzare whisky nel nostro Paese», spiega l’organizzatore dell’evento.

Il Salone delle Fontane è affollato ma silenzioso. Gruppi di persone si spostano da un’area all’altra del padiglione, pronti a lasciarsi sorprendere con un calice in mano. Come Patrick Gilley, decine di altri produttori sono pronti a raccontare ai clienti la propria storia.