Esclusiva

Marzo 5 2026
L’app per trovare l’anima gemella nei bunker

Nei rifugi, diventati luoghi di attesa e protezione durante i bombardamenti, la dimensione sociale non scompare ma si riorganizza

In Israele, davanti alle porte dei bunker compare un codice QR: è Hooked, un’app di dating che consente di trovare la persona più affine con cui fare “match” con un semplice gesto, scannerizzando il codice con il telefono. 

«Abbiamo lanciato l’app in Israele e ora ci stiamo espandendo negli Stati Uniti, partendo dai campus universitari di Austin e da altre città. Il nostro obiettivo resta lo stesso ovunque: aiutare le persone a incontrarsi nella vita reale», spiegano a ZetaLuiss Noa Barazani e Roi Revach, fondatori dell’app. 

L’idea alla base di Hooked è semplice: creare spazi digitali temporanei legati a eventi fisici, nei quali gli utenti presenti possano sapere in tempo reale chi è single e interessato a conoscere qualcuno.

Quando è scoppiata la guerra e sempre più persone hanno iniziato a trascorrere lunghi periodi nei rifugi antiaerei, l’utilizzo dell’app ha assunto una forma inattesa. «Abbiamo visto video spontanei di single che usavano Hooked per connettersi proprio lì», raccontano i fondatori. 

Poiché il prodotto è strutturato attorno alla creazione di spazi evento temporanei, gli utenti hanno potuto aprire uno spazio dedicato a uno specifico rifugio, generare un QR code e permettere a chiunque fosse single di scansionarlo e unirsi a quello spazio condiviso. In questo modo, spiegano, un ambiente stressante e confinato si è trasformato in un’occasione per presentarsi e iniziare a parlare.

La notizia ha rapidamente fatto il giro di X. Molti single sono venuti a conoscenza dell’app dopo che un tweet pubblicato da un utente è diventato virale. Il post è stato poi ricondiviso da Mike Huckabee, ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, che ha scritto: «Con l’intero Paese in modalità “rifugio obbligatorio”, avremmo dovuto aspettarci qualcosa del genere! Chiamano Israele “Start-Up Nation” per un motivo. Un giorno racconteranno ai loro figli: “Ci siamo conosciuti su un’app di incontri in un rifugio, mentre schivavamo missili balistici.”»

Per un israeliano single in cerca d’amore, questo non è certo un periodo semplice, soprattutto se si sperava di incontrare qualcuno a una festa di Purim, la celebre ricorrenza religiosa in cui ci si traveste, si condividono dolci tradizionali e si celebra in compagnia. Eppure, anche in un contesto segnato dall’incertezza e dall’emergenza, la ricerca di una connessione continua, adattandosi agli spazi e alle condizioni del presente.