Esclusiva

Marzo 12 2026
AI e diritti d’autore
Le nuove proposte dell’Ue

Il Parlamento Europeo ha approvato una serie di raccomandazioni per tutelare le opere protette da copyright

L’Ue si mobilita per proteggere il settore creativo e dei media nell’era dell’IA. Nella sessione plenaria di marzo, il Parlamento europeo ha approvato con una netta maggioranza (460 voti a favore, 71 contrari e 88 astensioni) una serie di raccomandazioni per tutelare le opere protette da copyright.

Nel dettaglio, il Parlamento propone la creazione di un elenco,  gestito dall’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO),  in cui i titolari dei diritti possano registrare le opere da escludere dall’addestramento dei sistemi di IA. Parallelamente, si suggerisce lo sviluppo di un nuovo mercato delle licenze collettive volontarie, aperto a creatori individuali, PMI e interi settori, che garantisca una remunerazione adeguata a chi autorizza l’uso delle proprie opere.

Per gli autori si delineano quindi due opzioni chiare: escludere le proprie opere dall’addestramento dei sistemi di IA oppure consentirne l’utilizzo in cambio di un compenso equo. Secondo il testo, le nuove regole si applicherebbero a tutti i sistemi di intelligenza artificiale generativa presenti sul mercato dell’Ue, indipendentemente dal luogo in cui sono stati addestrati. 

Il documento non è vincolante: il Parlamento chiede alla Commissione europea di presentare una proposta legislativa, ma spetterà poi all’esecutivo decidere se avviare o meno il processo.

Nel testo compare anche un riferimento al settore dell’informazione. Le testate giornalistiche il cui traffico e i cui ricavi vengono dirottati dai sistemi di IA dovrebbero, secondo il Parlamento, essere pienamente compensate e avere il diritto di rifiutare l’uso dei loro contenuti per l’addestramento dei modelli.

Alcuni gruppi del settore tecnologico temono che ulteriori interventi legislativi possano creare ancora più complessità per le aziende che sviluppano sistemi di intelligenza artificiale. Su questo punto, il relatore tedesco Axel Voss (PPE) ha sottolineato che il copyright non deve diventare un limite allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, ma che servono regole chiare: «La certezza giuridica permetterebbe agli sviluppatori di IA di sapere quali contenuti possono essere utilizzati e come ottenere le licenze. Allo stesso tempo, i titolari dei diritti sarebbero protetti dall’uso non autorizzato dei loro contenuti e riceverebbero una remunerazione. Se vogliamo promuovere e sviluppare l’IA in Europa proteggendo allo stesso tempo i nostri creatori, queste disposizioni sono assolutamente indispensabili».