Tre ragazze armate di lame luminose combattono contro i demoni e la loro forza arriva dalla musica, dal pop coreano. Questo è il mondo di KPop Demon Hunters, il film prodotto da Sony e distribuito da Netflix che ha vinto l’Oscar nella categoria animazione e per la miglior canzone per il brano Golden. Ha battuto i due studi più importanti dell’animazione americana, Pixar con Elio e Disney Animation con Zootropolis 2, e rappresenta una cultura sempre più influente.
Nel suo discorso di ringraziamento, la regista Maggie Kang si è criticamente scusata con «tutti quelli che mi somigliano», per il fatto che ci sia voluto così tanto tempo prima di vedersi rappresentati in film come questo. «Questo premio è per la Corea e per i coreani di tutto il mondo», ha aggiunto. Il produttore discografico Yu-Han Lee, che ha ritirato il premio per la canzone, ha ringraziato i suoi familiari e collaboratori nella sala stampa dopo la cerimonia: «È un onore incredibile».
Nella classifica dei film più visti su Netflix, KPop Demon Hunters è il primo di sempre, guardato più di 320 milioni di volte e con oltre 540 milioni di ore osservate. Secondo Nielsen, società americana di misurazione degli ascolti, è stato in assoluto il film più visto in streaming negli Stati Uniti durante il 2025, superando i 20 miliardi di minuti guardati, pari a circa 207 milioni di visioni complete.
La musica è centrale in KPop Demon Hunters. L’album che comprende le canzoni del film ha superato i 10 miliardi di stream globali ed è arrivato al numero uno della Billboard 200, la classifica dei dischi più venduti e ascoltati negli Stati Uniti. Si tratta della prima colonna sonora ad avere quattro canzoni contemporaneamente nella top 10 della Billboard Hot 100, la classifica dei singoli. Golden, il brano simbolo del film e vincitore dell’Oscar per la miglior canzone, ha raggiunto il numero uno della Hot 100 ed è rimasto in testa per otto settimane. Secondo Ray Seol, docente al Berklee College of Music ed esperto di K-pop, il film «ha fatto un ottimo lavoro nel rendere i riferimenti storici e l’analisi della cultura coreana, e nel collegarli all’industria dell’intrattenimento reale». Per questo il film ha funzionato anche come franchise. Come ha scritto Seol sul sito del College: «il pop può essere consumato e prodotto al di fuori della Corea come cultura, in modo da rappresentare non solo il popolo coreano, ma anche le persone in tutto il mondo».
Secondo un report del settimanale musicale Billboard, l’82% degli ascoltatori statunitensi di K-pop segue il genere da più di due anni, il 36% da più di cinque. Circa la metà dei fan ha tra i 13 e i 24 anni e il genere ha un grande successo nella generazione Z, formata dai nati da fine anni novanta al 2010, e anche nella generazione Alpha, che comprende i giovanissimi nati dopo il 2010. Un sondaggio condotto dal social network educativo Zigazoo mostra che negli Stati Uniti oltre un quarto dei bambini della generazione Alpha ha indicato il K-pop come genere preferito. Solo il pop risulta più apprezzato.
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Sul piano commerciale, KPop Demon Hunters è andato oltre la piattaforma di streaming. La versione karaoke del film – proiettata con i testi delle canzoni per permettere al pubblico di cantare – è stata distribuita al cinema ed è stato il film con il maggiore incasso nel weekend di uscita in Nord America, con 18 milioni di dollari. Il comportamento dei fan del K-pop è riconoscibile. Negli Stati Uniti spendono in media 24 dollari al mese in merchandise, da due a quattro volte più degli ascoltatori medi, e risultano il 50% più propensi della media ad acquistare prodotti legati agli eventi. Lo scorso ottobre Netflix ha stretto un accordo con Mattel e Hasbro per sviluppare bambole, action figures e altri prodotti collezionabili.
L’Oscar è l’ultima tappa di un percorso di riconoscimento e legittimazione del modello K-pop, che tiene insieme audiovisivo, musica e merchandise. I produttori americani ripartono da questo successo e cercano di sfruttarlo per produrre e distribuire altri prodotti. Nel 2027 uscirà il film prodotto dall’etichetta discografica HYBE, specializzata in K-pop, in collaborazione con Paramount, incentrato su una ragazza coreano-americana che sogna di diventare una star musicale. Netflix ha inoltre annunciato giovedì 12 marzo che KPop Demon Hunter avrà un sequel.