Le sfide dell’Unione Europea con Giorgio Gori

Dal lavoro quotidiano di un europarlamentare fino ai temi attuali dell'Ue: difesa, energia, innovazione e competitività

«L’Unione Europea si sta orientando verso strumenti di difesa più innovativi e verso la potenza tecnologica: la guerra sta rapidamente cambiando nella sua strumentazione. Oggi parliamo di droni, cybersicurezza, satelliti: tutto questo ha senso che venga sviluppato insieme. Bisogna però che sia chiaro che tutto ciò è fatto per la difesa: non c’è alcuna possibilità che questi strumenti vengano usati in forma aggressiva, perché l’Unione Europea continua a ripudiare la guerra come strumento di aggressione. Il problema è che oggi siamo meno sicuri di quanto non fossimo, in un mondo in cui la dimensione della forza e della potenza è tornata ad avere un peso tra grandi blocchi come Stati Uniti e Cina. L’Unione Europea ha bisogno di essere forte, economicamente, tecnologicamente ed energeticamente, ma anche dal punto di vista deterrenza. Significa, quindi, avere gli strumenti per cui chiunque, prima di attaccarti o offenderti, ci pensa tre volte.» 

É questa la tesi sostenuta da Giorgio Gori, europarlamentare del gruppo Socialisti e Democratici, in un’intervista a Zeta Luiss svolta il 12 marzo a Strasburgo, durante la Plenaria del Parlamento europeo. Altri temi discussi sono stati guerra e difesa nel contesto geopolitico attuale con uno sguardo al Medio Oriente, energia e competenze tra Stati membri e Unione, il dibattito sul possibile ritorno al nucleare e le strategie future per la competitività europea.

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