Sospesa sul filo dell’acqua con la maglietta a righe e il fazzoletto rosso al collo, la figura del gondoliere è uno dei simboli più rappresentativi di Venezia e parte integrante del suo paesaggio lagunare. Un lavoro dalla tradizione secolare che affascina i turisti e anima i canali della città.
Riccardo è uno dei più giovani gondolieri oggi in attività e quando ha iniziato, tre anni fa, è stato persino fra i più giovani a intraprendere questo lavoro nella storia più recente della città. Ha 24 anni, è nato a Mirano, in provincia di Venezia, e sta portando avanti una tradizione di famiglia: «Dopo mio nonno e mio padre, con me siamo arrivati all’ottava generazione». Riccardo non ha alcun timore che i gondolieri possano un giorno sparire: «Adesso siamo 440 in tutta Venezia. L’unica motivazione per cui questo lavoro potrebbe scomparire è che la città affondi».
«Per essere abilitati all’esercizio della professione è necessario superare sia prove di teoria che di pratica, quasi come in una classica scuola guida. Bisogna prepararsi a diversi esami, tra i quali uno di inglese e uno di storia». Come tutti i suoi colleghi in possesso di una licenza da titolare – una patente concessa dal comune – anche Riccardo ha una gondola di sua proprietà. «Ogni gondoliere lavora all’interno in una zona specifica. Dentro a queste aree ci sono le cavane che, nel linguaggio tecnico, indicano i singoli posteggi in cui dobbiamo ormeggiare. Non sono personali, possiamo usarne uno qualsiasi, basta che sia nel perimetro della nostra zona».
«Il giro standard dura trenta minuti e il percorso che seguo è quasi sempre lo stesso, tranne in casi particolari, come le giornate di acqua alta». In base al livello della marea, infatti, il tragitto è modificabile. Ci sono volte in cui l’acqua non si alza troppo e basta evitare di passare nei canali in cui il ferro, la decorazione metallica sulla prua della gondola, potrebbe toccare i ponti. In altre occasioni la marea è così alta che diventa impossibile percorrerli: «In quelle giornate solo il Canal Grande rimane navigabile e tutti i gondolieri si ritrovano a lavorare in quello spazio».

Sono tante le curiosità dietro a quest’affascinante professione. Riccardo racconta che, proprio come avviene per le automobili, «anche il prezzo di una gondola può variare molto: 40.000€ per quelle più semplici, mentre si possono raggiungere i 60.000€ per quelle molto elaborate con intarsi e decorazioni dorate». Tra i canali, il reticolato stradale della città, pattugliano squadre di polizia per far rispettare le regole di circolazione: «I poliziotti fermano i gondolieri per controllare le patenti ma possono anche chiedere di effettuare l’alcoltest. Inoltre, sono molto rigidi per quanto riguarda l’abbigliamento, che dev’essere ben preciso: pantalone lungo scuro, maglietta a righe, giacca nera per l’inverno e cappello a seconda del regolamento».
L’equilibrio è una qualità che non può di certo mancare a chi fa questo lavoro: «Mi è capitato di cadere in acqua. Succede più spesso di quanto uno possa immaginare. Non è naturale stare in piedi su una barca che oscilla. Con il tempo ci si abitua, aiutandosi tenendo le gambe rilassate e le ginocchia leggermente piegate». Mentre la quantità di lavoro può variare nel corso dell’anno, con maggiore richiesta nel periodo del carnevale e un calo durante i mesi invernali, chi non rinuncia ad un giro in gondola resta un punto fermo: «i turisti con cui lavoriamo di più in assoluto sono cinesi e coreani».
Non importa se al largo del molo di Piazza San Marco o tra i più silenziosi canaletti del sestiere Cannaregio, l’esperienza resta per alcuni una tappa davvero imperdibile durante un viaggio nella città lagunare. Un momento unico, romantico e suggestivo che soltanto Venezia può regalare.








