«Vivevo nel mio personaggio»

La rinascia dell'ex attrice e podcaster Giulia Boverio

«Mi sono ritrovata in una bolla, dentro una persona che non conoscevo», così Giulia Boverio ricorda il momento in cui ha smesso di essere Valentina di “Quelli dell’Intervallo”, la celebre sit-com di Disney Channel in onda tra il 2005 e il 2008, ed è tornata a essere sé stessa.

La sit-com “Quelli dell’intervallo”

«La serie era tutta la mia vita, più che un lavoro, ormai avevo confuso la mia identità con quella del personaggio. Ho iniziato a recitare da adolescente» racconta prima di soffermarsi sul momento in cui per lei i riflettori si sono spenti: «E lì mi perdo, avevo 21 anni ma non mi riconoscevo. Giulia era una fallita, una persona che non era capace di fare niente a parte quello».

Al distacco dalla tv si aggiunge la separazione dei genitori: «Del tutto inaspettata, lì smarrisco un grande riferimento che è mio padre» con cui ha un rapporto turbolento: «Io non mi sono sentita accolta né amata in casa mia. Un genitore non deve giudicare perché un figlio è un individuo che può inciampare ma ciò non toglie niente al suo valore. Una psichiatra una volta disse a mia madre: “non importa come torna a casa sua figlia, l’importante è che voi la facciate sentire amata”».

È il 2015 quando Giulia inizia «a vedere l’alcol come rifugio, una consolazione». All’inizio è un gesto innocuo: «Per rilassarmi e riuscire a dormire ma presto sono finita in un ciclo infernale». La dipendenza si insinua lentamente, amplificando le sue debolezze: «L’alcol è un depressivo, se già parti da una patologia pregressa non può fare altro che accentuarla. Ti toglie l’appetito, avevo perso un sacco di peso e non riuscivo a recuperarlo. Ero già fisicamente molto debole, perché prima di cominciare questo rapporto deleterio con la bottiglia ho avuto un disturbo alimentare». Nel 2014 arriva a pesare 34 chili e le viene diagnosticata un’anoressia nervosa.

Il punto di rottura arriva in un giorno simbolico: «Ho messo giù il bicchiere il 25 dicembre 2024. Ho scelto proprio le feste di Natale, perché sapevo che sarebbe stato un momento ottimo per fare ancora schifo» racconta con grande lucidità: «Ho detto: oggi non tocco più alcolici, ho bisogno di dimostrare a me stessa che ce la posso fare». Una scelta radicale, necessaria: «Lo dovevo al mio corpo, la mia condizione psicologica era in picchiata». La terapia psichiatrica la aiuta, ma è l’ultimatum del suo compagno ad essere decisivo: «Lui mi ha messo davanti ad una scelta».

Oggi Giulia è un’anima più leggera anche se ammette: «Faccio ancora fatica con l’astinenza, è una lotta continua. Sono tuttora in terapia psichiatrica rimango una donna fragile, però ad oggi ho la consapevolezza delle mie fragilità».

Attraverso la sua community su Instagram dà spazio alle storie degli altri: «Sono una buona ascoltatrice, ma con tutti i limiti del caso. I miei sono solo consigli, indirizzo le persone ad iniziare le terapie con esperti».

Un anno e mezzo fa ha deciso di mettere a nudo la sua parte più sensibile. A marzo 2026 è uscito il suo libro autobiografico Figli del Buio- il mio viaggio dentro le dipendenze (Piemme) che inizia con una dedica speciale «A chi è cresciuto nel silenzio e ha dovuto imparare ad ascoltarlo. A mio padre, e a ciò che non abbiamo saputo dirci» e su cui ammette: «È stata più pesante la rilettura che la scrittura in sé».

Figli del buio – Il mio viaggio dentro le dipendene (Edizioni Piemme)

Fondamentale per la sua crescita è stato anche l’incontro con l’imprenditore Luca Casadei, che dopo aver ascoltato la sua storia di  rinascita, l’ha voluta al suo fianco per co-condurre il podcast spin-off di One more time dedicato a dipendenze e disturbi, Fuori dal buio: «Ho  ricevuto la proposta live come chi l’ha vista nella mia intervista, è stata una sorpresa. Lui è un mentore, è un privilegio poter stare al suo fianco. Grazie a quest’esperienza ho incontrato persone comuni ma fuori dal comune», racconta prima di rivelare uno dei suoi sogni più grandi: «Vorrei che il mio libro diventasse un film. Con qualcun altro che interpreti me».

Una puntata di “One more time – Fuori dal Buio”

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