Esclusiva

Marzo 13 2024
L’accordo con l’Ucraina non è vincolante, l’Italia non entra in guerra

A differenza di quanto riportato da ilvasodipandora.it, il documento siglato da Meloni e Zelensky non prevede obblighi a carico dell’Italia, ma ha soprattutto un valore simbolico e politico.

Il sito ilvasodipandora.it riporta nel video intitolato: “Ha firmato, Meloni ci porterà in guerra. Gli sconvolgenti contenuti dell’accordo tra Italia e Ucraina spiegati bene” – pubblicato su YouTube il 1° marzo 2024 – una notizia errata secondo cui l’accordo recentemente firmato tra Italia e Ucraina costituirebbe un trattato vincolante, non un accordo bilaterale. Nel video viene “analizzato” il contenuto dell’accordo bilaterale siglato tra Italia e Ucraina il 24 febbraio scorso dalla premier Giorgia Meloni e dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in occasione del secondo anniversario dell’invasione russa.

L’accordo sulla sicurezza e la cooperazione tra Italia e Ucraina prevede che l’Italia continui a fornire assistenza all’Ucraina durante il periodo decennale di validità del documento ma non ha nessun valore vincolante a differenza di quanto sostenuto da ilvasodipandora.it. In un passaggio del video si sostiene che l’accordo “è un trattato e dunque sostanzialmente vincolante”. Secondo i principi del diritto internazionale, invece, gli accordi non vincolanti non sono in grado di produrre alcuna conseguenza giuridica obbligatoria tra le parti e sono spesso utilizzati in molti campi delle relazioni internazionali. Spesso queste intese vengono infatti definite con termini come non-binding agreements, non-legal norms o de facto agreement.

Come si legge nell’articolo 7 del documento firmato da Meloni e Zelensky si tratta di una cooperazione economica tra le imprese «per la ripresa e la ricostruzione dell’Ucraina» e la «loro disponibilità a collaborare nell’ambito delle sanzioni per garantire la stabilità economica e la prosperità di entrambi i Paesi». Inoltre, ai sensi dell’articolo 17 dell’Accordo «Le spese derivanti dall’attuazione del presente accordo saranno coperte dai Partecipanti in base alle loro ordinarie disponibilità di bilancio senza alcun costo aggiuntivo per il bilancio dello Stato della Repubblica italiana e dell’Ucraina». Quindi, non saranno addebitate nuove tasse o un nuovo debito per le spese derivanti dall’Accordo ma, l’Italia collaborerà con l’Ucraina per individuare fonti di finanziamento, coinvolgendo anche il settore privato, come dichiarato nella Parte II dell’articolo 6.

Nel video viene inoltre sostenuto che «l’Italia si impegna a dare supporto sostanzialmente senza limiti di tipo politico militare». Nel testo dell’Accordo si legge di maggiore cautela quando si parla di un’eventuale fornitura di assistenza militare all’Ucraina, assistenza che è inoltre definita in modo meno dettagliato rispetto ad altri accordi. Infatti, l’Italia si impegna a sostenere l’Ucraina, ma il testo firmato dal governo italiano ha una forza minore rispetto a quelli conclusi da altri paesi europei come la Francia, il Regno Unito e la Germania con il presidente Zelensky. All’articolo 11 nella parte IV, l’Accordo italiano è l’unico a specificare che l’aiuto all’Ucraina verrà dato «nei limiti dei propri mezzi e delle proprie capacità e in conformità ai propri requisiti legali e costituzionali e alle norme e al diritto internazionale e dell’Unione Europea» e allo stesso tempo è l’unico a non chiarire che l’eventuale aiuto militare riguarderà «il campo della sicurezza, le forniture di equipaggiamenti militari in tutti gli ambiti secondo le necessità (cioè armamenti di terra, aria e mare) e dell’assistenza economica». L’impegno alle consultazioni “entro 24 ore” da un eventuale attacco russo è un passo importante, ma non obbliga, come invece riferisce il video di ilvasodipandora.it  «a intervenire entro 24 ore in caso di un attacco russo». «In caso di futura offensiva armata di Mosca contro l’Ucraina, su richiesta di uno dei partecipanti, questi ultimi si consultano entro 24 ore per determinare le misure successive necessarie per contrastare o scoraggiare l’aggressione», recita l’articolo 11.  

Riguardo ai presunti oneri derivanti dal trattato di cui si parla nel video viene aggiunto che «obblighi del genere non sono previsti neanche dai Trattati istitutivi della Nato». L’Accordo tra Italia e Ucraina non prevede quindi impegni specifici o vincolanti da parte del governo italiano e assume un valore simbolico.

A differenza di come l’Accordo viene definito nel video: «La più grande umiliazione per l’Italia e una resa incondizionata, un trattato vincolante», i principi di diritto internazionale contenuti nel testo testimoniano come si tratti di un accordo di cooperazione di importanza simbolica e politica, della durata di dieci anni, che può essere rinnovato. Non sono previsti quindi doveri specifici o vincolanti da parte del governo italiano. Gli impegni generici spaziano dalla cooperazione in ambito industriale della difesa alle infrastrutture critiche ed energetiche e il sostegno umanitario, passando per lo scambio su cybersecurity e intelligence, e la ricostruzione dell’Ucraina.

Viene erroneamente affermato che sostenere l’Ucraina significherà l’entrata in guerra contro la Russia. Al contrario, come ha affermato il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani: «Il valore di questo documento d’intesa con Kiev non sarà giuridicamente vincolante. Dal testo non derivano obblighi sul piano del diritto internazionale, né impegni finanziari. Non sono previste garanzie automatiche di sostegno politico o militare​​»

https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/23/news/accordo_sicurezza_italia_ucraina_meloni_zelens ky-422191314/