Un lungo applauso apre la seconda conferenza stampa della 76esima edizione di Sanremo, è un omaggio voluto da Carlo Conti per ricordare Maurizio Costanzo, morto il 24 febbraio di tre anni fa. Superata l’emozione, nel giorno di inizio della kermesse, il direttore artistico abbassa le aspettative: «L’anno scorso sembrava impossibile eguagliare certi numeri e invece un po’ il caso, un po’ la fortuna, un po’ la bravura, ci hanno portato a superarli».
«Avete visto la serenità con cui ho vissuto lo scorso anno», aggiunge Conti. «Non mi esalto se le cose vanno troppo bene, non mi abbatterò se domani i risultati non saranno quelli. Anche perché, tutto sommato, devo battere me stesso. Avrò la stessa serenità se faremo 5 o 6 punti in meno» dice, riferendosi allo share televisivo.
Le parole d’ordine del Festival – il quinto targato dal presentatore toscano – saranno «divertirsi, leggerezza e coinvolgimento» con una «piccola riflessione» sempre in programma. E con questo spirito Conti ha annunciato una speciale ospite della serata: una signora di 105 anni. «Questa sera omaggeremo le donne che per la prima volta votarono in Italia. Deve far riflettere i nostri figli».
Interrogato poi sul disimpegno politico dell’evento, risponde: «Nelle canzoni ci sono riflessioni personali. Sanremo non deve essere per forza due ore e mezza di proclami». Dopo aver confessato di «non capirci nulla di politica», Conti sottolinea: «Più che un festival democristiano, è cristiano e democratico. Cristiano per i riferimenti alla mia modestissima fede e democratico perché aperto a tutti». Il conduttore si concede anche una parentesi sulla vicenda Pucci, commentando così le dichiarazioni di Ignazio La Russa: «Rispetto la seconda carica dello Stato. Mi sono sentito con Pucci, gli ho chiesto di mandare un videomessaggio scherzoso, ma non se la sente. Non posso obbligare qualcuno a fare ciò che non vuole».
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In maniera netta, Conti risponde sulla presenza – poi sfumata per decisione dello stesso artista – di Morgan al Festival, che avrebbe dovuto esibirsi in un duetto con Chiello: «Io non sono un giudice: fino a che non c’è una sentenza definitiva, se l’artista ritiene di venire a fare una cover io non posso obbligarlo a non venire. Io mi occupo della parte artistica, non è lavarsene le mani».
Il direttore artistico ha anche annunciato la scaletta ufficiale della prima serata. Tra il super ospite Tiziano Ferro e il ritorno di Olly – vincitore dello scorso anno – la 76esima edizione si aprirà con l’esibizione di Ditonellapiaga, mentre per ultimi si esibiranno Lda e Aka 7even. A condurre insieme a Carlo Conti ci saranno Laura Pausini e Can Yaman.

Camicia slacciata sul petto, abbronzatura importante e un’aria sicura di sé. L’attore e modello turco, protagonista della fiction Rai Sandokan, arriva in sala stampa di corsa dalla Spagna, dove è impegnato nelle riprese di una nuova serie. Questa sera, dopo 50 anni, il primo Sandokan incontrerà il nuovo Sandokan, perché sul palco ci sarà anche l’attore indiano Kabir Bedi, che negli anni Settanta aveva interpretato in TV il personaggio tratto dai romanzi di Emilio Salgari. Yaman ha commentato anche il suo arresto, chiarendo il caso di cronaca che lo aveva visto protagonista a Istanbul di una vasta operazione antidroga, definito ormai «chiuso».
Il Festival si aprirà con lo storico jingle e con la voce di Pippo Baudo, che saluterà il pubblico con la frase «benvenuti al teatro Ariston». A poche ore dalla partenza, Conti svela così il suo omaggio al tredici volte conduttore, a cui è dedicata questa edizione di Sanremo.