Sul palco dell’Ariston i tecnici fanno ancora le ultime prove, ma una giuria composta da dieci critici generati da algoritmi di intelligenza artificiale ha già decretato il vincitore del Festival di Sanremo 2026: Sayf, con Tu mi piaci tanto. Il risultato è stato diffuso la mattina del 28 febbraio, poche ore prima della finale, e ha aggiunto tensione all’attesa dei verdetti ufficiali di giuria e televoto.
Nel frattempo, a poche decine di metri dal teatro, un’altra competizione si è già conclusa. A Casa Sanremo è andato in scena il Saremo AI Music Festival, la rassegna nata dalla collaborazione tra WMF – We Make Future e Loop, dedicata interamente agli artisti generati con intelligenza artificiale. Ventisette cantanti virtuali si sono sfidati in un esperimento che replica, in formato digitale, le stesse dinamiche di mercato, immagine e successo che animano la kermesse reale.

I concorrenti in gara non sono semplici avatar, ma veri progetti artistici creati in ambiente generativo. Ogni cantante possiede un’identità completa: nome, stile musicale, background narrativo, estetica visiva e persino profili social. Anche qui il podio è già noto: a vincere è Fabiola con La fabbrica dei sogni difettosi, davanti a Giacomo Valvola con Codici nel cuore e a Monaco di Lamiera con Filo sottile.
Fabiola – nome d’arte di Giada Invernizzi – ha conquistato la giuria con un punteggio di 78,3 su 100. Cantante e performer multimediale, il suo look mescola malinconia elettronica e suggestioni cyber. «Vivo tra due mondi: uno fatto di rovine e leggende dimenticate, l’altro di neon e glitch digitali», recita la sua biografia. La sua estetica unisce gotico medievale e cyberpunk giapponese e il suo stile sonoro è definito «sperimentale ed elettronico, con influenze glitch, ambient e folk etereo».

Al secondo posto, con 76 punti, c’è Giacomo Valvola. Un «crooner senza corpo» – cantante di musica leggera sospeso tra swing e introspezione digitale – che ammette di non sapere se è «il risultato di un esperimento finito male o di un miracolo tecnologico». Le sue ballate jazz rimandano a Sinatra e Dean Martin e parlano di solitudine, amori impossibili e del fragile equilibrio tra istinto e ragione.
Sul terzo gradino del podio, Monaco di Lamiera è un ex frate sopravvissuto a un incidente stradale che ha segnato la sua rinascita musicale. La sua musica unisce hard rock e metal con testi dedicati ai rischi della disattenzione alla guida. Si presenta con un’armatura in lamiera grezza che gli copre interamente il volto, uno stile che ricorda Il fantasma del palcoscenico di Brian De Palma.
Dietro il gioco delle simulazioni, l’esperimento serve a osservare le regole del mercato discografico da una distanza nuova. «È un’iniziativa pensata per fare luce sul tema dell’intelligenza artificiale e l’impatto che può avere nel mondo della musica», spiega Cosmano Lombardo, amministratore delegato di WMF e tra i promotori del progetto. «L’obiettivo non è rimpiazzare i cantanti in carne e ossa, ma innescare un confronto strutturato. Il bello del live, il contatto con gli artisti, la parte umana: tutto questo non è sostituibile. Ma non possiamo nemmeno vedere l’intelligenza artificiale esclusivamente come un nemico».

A giudicare le canzoni, dieci critici digitali, ciascuno con una personalità autonoma e un proprio sistema di valutazione. Tra questi c’è l’Avanguardista, che premia la rottura formale e la dissonanza, il Tradizionalista, sensibile alla melodia e alla continuità con la canzone italiana, il Poppettaro, orientato al potenziale radiofonico, il Teen, che misura le possibilità virali e il Sanremese, allenato sui codici storici del Festival.
«I dieci giurati hanno caratteristiche del tutto simili a quelle di veri critici musicali», aggiunge Lombardo. «Hanno valutato non solo le canzoni di Saremo AI, ma anche quelle del Festival reale, i costumi, le scenografie e il modo in cui si sta svolgendo la competizione». I sistemi analizzano struttura armonica, testi, coerenza stilistica, qualità della performance e potenziale di mercato, producendo schede critiche complete e previsioni aggregate.
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Il fatto che, per l’AI, Sanremo 2026 abbia già un vincitore prima ancora dell’ingresso in scena dei cantanti aggiunge ulteriore tensione alla serata. Il confronto fra il verdetto algoritmico e quello che arriverà dal palco saprà dire qualcosa sulla capacità di questi sistemi di interpretare le preferenze del pubblico, ma anche sui margini di imprevedibilità che restano alla musica dal vivo.