Si è conclusa la 76esima edizione del Festival. Lasciamo da parte i mazzi di fiori per prendere in mano un mazzo di carte: i promossi, i bocciati e le sorprese.
L’ASSO
Non ci crede nemmeno lui. Ringrazia con voce rotta chi l’ha votato: «Lo dedico alla mia città, Napoli». In un’edizione dominata dalle ballad, vince una canzone neomelodica. A premiarlo è soprattutto la sala stampa.
Sal Da Vinci dimostra a tutti che il suo pezzo non è soltanto un ritornello virale per Tik Tok, ma anche una canzone in grado di aggiudicarsi la 76^ edizione del Festival della canzone italiana.

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IL JOLLY
Il prossimo conduttore e direttore artistico è proprio lì, seduto in prima fila. Un vero jolly calato da Conti poco dopo le 23, che regala al pubblico un momento unico nella storia del Festival. È la prima volta che il passaggio di testimone avviene in diretta televisiva. Per De Martino è il coronamento di una carriera inarrestabile che lo porta dritto nel palco più importante della TV. L’emozione si vede tutta: alza gli occhi al cielo e porta la mano di Conti sul petto per condividere con lui i battiti del cuore. Un momento suggellato da un abbraccio tra i due conduttori. Adesso la curiosità è tutta per Sanremo 2027.

LA REGINA
La silhouette minuta e la scena scarna non addomesticano la grinta nella voce e la fierezza nello sguardo. Levante porta sul palco del Festival la versione meno costruita di sé stessa, lasciando che la musica parli per lei. Il brano, intenso e preciso nella scrittura, conferma una maturità ormai compiuta: senza sbavature, essenziale e vero. Alla fine, resta in sala una quiete sospesa, più simile a un respiro trattenuto che a un applauso liberatorio.

IL RE
Il rapper campano chiude il suo primo Festival confermandosi la ventata di freschezza e ritmo di cui avevamo bisogno. Con la sua Ossessione, fa ballare tutto il teatro con un’energia travolgente. Il suo sound latino, caldo e irresistibile, sta dominando lo streaming, piazzandosi tra i brani più ascoltati del Festival. Un successo che lo consacra tra le rivelazioni della kermesse e lo proietta dritto tra i protagonisti dell’estate 2026.

IL DUE DI PICCHE
“Di servizio”. Questo viene in mente quando si pensa a questa edizione del Festival di Sanremo. Niente picchi, alti o bassi: una conduzione che sembra più un compitino da svolgere che un lavoro da prima serata su Rai1. Una settimana che è volata al ritmo forsennato di un’esibizione dopo l’altra dimenticando completamente l’intrattenimento necessario per tenere incollato allo schermo il pubblico. Gli ospiti devono sgomitare per avere quella manciata di minuti sul palco, in un meccanismo che macina tutto e non lascia quasi nulla da ricordare.
