Esclusiva

Marzo 4 2026
Sánchez attacca Trump
«Dico no a questo disastro»

Madrid si sfila da un possibile intervento in Iran e respinge le pressioni commerciali Usa. Parigi annuncia una svolta strategica

«Non si può rispondere a un’illegalità con un’altra perché è così che iniziano i disastri dell’umanità», Pedro Sánchez, primo ministro spagnolo, mantiene la sua posizione. Il governo di Madrid non contribuirà in alcun modo alla guerra di Stati Uniti e Israele in Iran e non concederà a Donald Trump la possibilità di usare le basi militari statunitensi in Andalusia. Trump in risposta ha minacciato di «bloccare tutti gli scambi commerciali con la Spagna». Fonti del governo Sánchez hanno ricordato che «la Spagna è un membro chiave della Nato, che rispetta i propri impegni e contribuisce in modo significativo alla difesa del territorio europeo» e riguardo le conseguenze Sánchez ha dichiarato. “Non saremo complici di qualcosa che è dannoso per il mondo e che è anche contrario ai nostri valori e interessi, semplicemente per paura delle ritorsioni di qualcuno, perché abbiamo assoluta fiducia nella forza economica, istituzionale e, direi anche, morale del nostro Paese”.

Su un piano opposto si colloca la Francia di Emmanuel Macron «Per essere liberi bisogna essere temuti e per essere temuti bisogna essere potenti» queste le parole pronunciate per annunciare una svolta nella strategia nucleare.«Con molta serietà, vengo ad annunciare un’evoluzione all’altezza delle nostre sfide nazionali ed europee». Arrivato alla base militare sull’isola d’Île Longue scortato da quattro caccia Dassault Rafale, Macron ha tenuto il suo discorso davanti al sottomarino nucleare Le Temeraire illustrando quella che ha definito una «deterrenza avanzata».La nuova dottrina darà ai paesi parte dell’accordo la possibilità di ospitare sul proprio suolo gli aerei francesi in grado di portare testate nucleari.

La Francia attualmente dispone di circa 290 testate distribuite su quattro sottomarini lanciamissili, di cui uno costantemente in navigazione, oltre che su velivoli Rafale operativi da basi terrestri e dalla portaerei Charles de Gaulle.Macron ha annunciato un aumento del numero di testate, senza però specificarne l’entità. L’obiettivo dichiarato è complicare i calcoli di eventuali avversari attraverso una “diffusione in profondità nel continente europeo”.«Il nostro deterrente è robusto ed efficace tutti coloro che avranno l’audacia di attaccare la Francia sanno il prezzo insostenibile che ci sarebbe da pagare» ha affermato Macron.

Tra i paesi che hanno dato la loro disponibilità ci sono Gran Bretagna, Germania, Polonia, Grecia, Svezia e Paesi Bassi. Secondo l’eurodeputato del partito macronista Renew Europe Sandro Gozi la Francia avrebbe invitato anche l’Italia a partecipare ma il governo di Giorgia Meloni avrebbe deciso di non aderire. L’Italia partecipa al progetto Elsa (European long range strike approach) insieme a Svezia e Polonia per lo sviluppo di nuovi missili balistici. Nel frattempo, il presidente Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz con una dichiarazione comune hanno annunciato «già da quest’anno visite congiunte in siti strategici e lo sviluppo di capacità convenzionali con i partner europei».

La Francia è l’unico paese europeo a possedere armi nucleari, nel mondo sono nove: Israele, Stati Uniti, Russia, Francia, Gran Bretagna, Cina, Corea del Nord, India e il Pakistan. Solo i primi cinque paesi sono membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’ONU e sono giuridicamente riconosciuti come dotati dell’arma nucleare, secondo il trattato di non proliferazione nucleare entrato in vigore nel 1970.