Esclusiva

Editoriale di Paolina Palmisciano

La vita ostinata

Nell’inverno più rigido dall’inizio della guerra, gli ucraini ci ricordano il valore dell’ostinazione. Quando il vento sferza la pelle e il gelo intorpidisce i movimenti, un popolo stanco in un Paese violato continua a vivere, camminare e lottare per la libertà. Nel desiderio testardo di restare umani la vita acquista ancora più valore. Nella tenacia di una giovane giornalista che guarda il mondo attraverso la telecamera, nella caparbietà di un drammaturgo diventato soldato che crede nel potere delle parole più che delle armi, nella determinazione di una figlia che sogna il giorno in cui abbracciare il padre tornerà a essere un’abitudine.

È nella vita ostinata che riconosciamo e misuriamo la nostra umanità. Quando la presa si rinsalda su ciò che minaccia di sfuggirci lasciamoci pure andare a un sospiro di sollievo. Poiché nell’agguantare gli aspetti più minuti e significativi dell’esistenza, ricordiamo a noi stessi la bellezza semplice di essere nel mondo.

Le bombe su Teheran confermano la fine di un ordine che abbiamo a lungo dato per scontato. Tra scelte dissennate di presidenti egomaniaci e vittime innocenti di attacchi feroci, il domani offre poche certezze. Per non lasciarci schiacciare dall’instabilità del presente, abbiamo scelto di raccontare la vita che procede imperterrita tra le difficoltà. Le risate che tornano a riempire i teatri di Damasco. I migranti che dopo anni di lavoro irregolare hanno un’occasione di normalità in Spagna. Le atlete e gli atleti che competono alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina. Le artiste e gli artisti che sul palco dell’Ariston continuano a onorare la canzone italiana.

Attorno a questi pezzi di vita che continua abbiamo scelto di costruire il nuovo numero di Zeta. Per ricordare a noi stessi, alle nostre lettrici e ai nostri lettori che quando il fumo delle bombe ci oscura lo sguardo e fa tremare la terra sotto i nostri piedi, noi resistiamo e viviamo.