Esclusiva

Marzo 9 2026
Medio Oriente, la guerra
del petrolio

Il conflitto agita i mercati e apre una crepa tra il presidente americano Trump e il primo ministro israeliano Netanyahu

«Le quotazioni alte del petrolio sono un prezzo molto basso da pagare per la sicurezza e la pace degli Stati Uniti e del mondo. Solo gli sciocchi penserebbero diversamente». Sono queste le parole con cui il Presidente americano Donald Trump ha commentato su Truth – il social network di sua proprietà – l’impennata del prezzo del greggio sui mercati globali. Oltre 108 dollari al barile la quotazione europea e quasi 105 quella americana, un aumento record dall’invasione russa dell’Ucraina nel 2022.

Le forniture di tutto il mondo sono a rischio per il blocco dello stretto di Hormuz, un lembo di terra largo appena 30 chilometri che separa l’Iran dai restanti Paesi del Golfo e dove passa un quinto del petrolio e del gas totale in commercio. Trump ha affermato che il prezzo scenderà presto, grazie alla distruzione delle capacità militari iraniane e della sua leadership, ma i mercati continuano a reagire alle incertezze del conflitto cominciato il 28 febbraio.

Per Washington, però, esiste un limite che Israele avrebbe superato, mettendo in discussione per la prima volta dall’inizio della guerra la compattezza del fronte Trump-Netanyahu. Gli attacchi sferrati negli ultimi giorni dallo stato ebraico contro i depositi petroliferi iraniani sarebbero andati “ben oltre” le aspettative americane, causando esplosioni e colonne di fumo. La Mezzaluna Rossa iraniana, l’equivalente della Croce Rossa, ha diramato un’allerta ambientale dopo i raid. Nella nota, l’organizzazione invita i cittadini a rimanere in casa per evitare possibili piogge acide, che in parte hanno già iniziato a bagnare Teheran, dovute all’immissione di composti tossici nell’atmosfera.

Secondo il portale americano Axios, che cita un funzionario statunitense e uno israeliano, Washington teme che i danni alle infrastrutture energetiche finiscano per rafforzare il regime anziché indebolirlo, alimentando il consenso interno attorno alla Guida Suprema e contribuendo a prolungare sia il conflitto sia i rincari. Donald Trump avrebbe deciso di mandare in Israele l’inviato per il Medio Oriente Steve Witkoff insieme al genero ed ex consigliere Jared Kushner per un incontro con il primo ministro Benjamin Netanyahu. Riunione poi cancellata nella mattinata di lunedì 9 marzo, come annunciato dall’emittente israeliana Channel 12, che non ha specificato le motivazioni.

La crisi energetica tocca anche l’Italia. Gli aumenti sono arrivati a poco più di una settimana dai grandi rialzi delle quotazioni del petrolio. Secondo i dati del governo la benzina è più cara di oltre il 6% rispetto alla media di febbraio, mentre il gasolio di circa il 14%. Per attenuare gli effetti la Presidente del consiglio Giorgia Meloni ha affermato di essere pronta a intervenire con il meccanismo delle accise mobili. Una misura già introdotta nel 2023 che ne prevede il taglio quando il prezzo del carburante sale. Lo strumento è stato richiesto dalle opposizioni e mette in accordo anche le associazioni a tutela dei consumatori. Secondo Meloni è necessario proteggere famiglie e imprese e «mitigare le conseguenze del conflitto per i cittadini».