«Il Tg2 è il telegiornale laico? Se lei è laico e io sono un prete, come possiamo parlare?». Così Papa Giovanni Paolo II si rivolse al vaticanista Ugo D’Ascia durante un’intervista a bordo dell’aereo nel corso del primo viaggio apostolico in Messico nel 1979. È uno dei momenti storici ricordati durante la conferenza stampa celebrativa dei 50 anni del Tg2, che si è svolta il 10 marzo nella sede Rai di via Asiago a Roma. «Questo episodio è l’espressione del pluralismo del nostro notiziario, che esiste ancora oggi», ha detto il direttore Antonio Preziosi.
“50 anni di notizie” è il titolo del racconto della lunga storia del secondo telegiornale della Rai, che festeggerà il suo anniversario il prossimo 15 marzo. Dalla nascita nel 1976, con la direzione di Andrea Barbato e il primo notiziario condotto da Piero Angela, fino al racconto delle Olimpiadi di Milano-Cortina, la testata si è distinta negli anni per uno stile informativo meno formale e più spigliato, che l’ha resa riconoscibile ai telespettatori. «Il Tg2 ha raccontato cinque decenni di storia italiana e internazionale» – ha ricordato Preziosi – «Dopo cinquant’anni, rinnoviamo il nostro patto con telespettatori e telespettatrici: quello di un’informazione chiara, onesta e completa, nel solco della grande storia del nostro telegiornale e guardando sempre verso il futuro».

Tra gli eventi che hanno segnato la storia dell’informazione televisiva c’è la tragedia di Alfredino Rampi nel 1981, il bambino di sei anni caduto in un pozzo artesiano a Vermicino, vicino Roma. Una vicenda seguita per ore in diretta televisiva da milioni di italiani, quando la redazione del Tg2 diede vita a una lunga diretta continua anticipando di fatto il modello delle all news.
Il notiziario non è solo edizioni informative, ma anche rubriche che hanno segnato la storia dell’informazione Rai, come Odeon, Tg2 Dossier, Medicina 33 e Tg2 Post, programma in onda dal 2019 dedicato all’approfondimento dell’attualità. Accanto alla cronaca, la testata ha sviluppato negli anni anche una linea editoriale attenta alle “good news” con Tutto il bello che c’è, «una rubrica all’avanguardia che ha la missione di raccontare fatti belli e di cui siamo tutti molto orgogliosi» , ha spiegato Preziosi.
Per celebrare l’anniversario, dal 15 marzo il telegiornale adotterà anche un logo celebrativo, con il marchio storico accompagnato da un “50” dorato. Le rubriche della testata dedicheranno ampio spazio alla ricorrenza nei prossimi giorni. Dal 16 marzo partiranno inoltre pillole informative all’interno dell’edizione serale del telegiornale, brevi contributi dedicati a recuperare e raccontare la memoria della testata.

Tra le iniziative presentate durante l’incontro con la stampa c’è anche il documentario realizzato da Rai Documentari insieme a Rai Teche, che ripercorre la storia del telegiornale attraverso immagini d’archivio, servizi storici e testimonianze dei protagonisti. Il documentario sarà presentato in anteprima domenica 15 marzo al museo MAXXI di Roma e raccoglie i racconti di alcuni dei volti più noti del giornalismo televisivo italiano, tra cui Lilli Gruber, Carmen Lasorella ed Enrico Mentana, insieme a personalità della televisione e dello spettacolo come Renzo Arbore e Fiorello, protagonista di una simpatica incursione in conferenza stampa insieme a Fabrizio Biggio: «Io ho un’età, ricordo l’avvento del Tg2 come fu incredibile. Abbiamo fatto tante cose insieme. Il Tg2 è stato sempre avanti… Adesso un po’ meno» – ha detto scherzando lo showman.
Nel corso della conferenza stampa si è parlato anche della nuova striscia informativa condotta da Tommaso Cerno, che al suo esordio ha registrato uno share del 5,36%. Preziosi ha chiarito che la presa di posizione da parte della redazione nei giorni scorsi riguardava esclusivamente la collocazione del programma nel palinsesto e non il giornalista.
Guardando al futuro del notiziario, Preziosi ha spiegato: «A me interessa fare informazione di qualità, realizzare un’accurata verifica delle fonti e innalzare il tetto di eticità del nostro lavoro. Credo che risponderemo alla domanda di informazione del pubblico se saremo in grado di garantire un’informazione forte, credibile e certificata dalla nostra storia» .